Quando nel 2010 Steve Jobs iniziò a delineare pubblicamente la sua visione dell’era post-PC, con la famosa similitudine fra Personal Computer e camion, in tanti avevano scrollato le spalle. Impossibile, dicevano, che ci si liberi così rapidamente dei PC, soprattutto perché certe cose fondamentali ancora non si possono fare con dei dispositivi “atti al consumo di contenuti e non alla loro creazione”.
A circa tre anni quella visione Jobsiana assomiglia sempre di più alla realtà. Non c’è nulla di definitivamente compiuto, ancora, ma il passo falso di Microsoft, con i pessimi risultati di questo trimestre, è uno di quegli indicatori che ormai non possono ignorare neppure i più compiacenti analisti di Wall Street.