Leap, il dispositivo per Mac e PC che ci avvicina a Minority Report

di Andrea "C. Miller" Nepori 13

Steve Jobs lo aveva ripetuto più e più volte, implicitamente ed esplicitamente: non aspettatevi un Mac touch, perché è una soluzione anti-ergonomica e il touch-screen deve essere limitato nelle dimensioni per essere realmente responsivo e funzionale.
Ma che succede se lo strumento di “sensing” gestuale non si basa sul tocco è integrato nello schermo  ma sta davanti allo schermo? Più precisamente nello spazio “pieno d’aria” di fronte allo schermo?

E’ la domanda cui prova a rispondere un nuovo dispositivo che si chiama Leap, creato dalla start-up Leap Motion. Grande più o meno come un iPod nano, compatibile con Mac e PC, il Leap si posiziona di fronte ad un laptop e allo schermo di un computer e crea uno spazio interattivo 3D di circa 220 decimetri cubi nel quale l’utente può sventolare le mani per agire sul software. Il video che trovate qui sopra illustra al meglio il concetto.

Di certo non sarò il primo ne l’ultimo a suggerire un parallelo fra questa nuova tecnologia, che secondo i suo creatori ha una precisioni millimetrica di 200 volte superiore ad altri prodotti di comando “touchless” (leggi: Kinect), ma è indubitabile che veder mulinare le mani davanti ad uno schermo e osservare il computer che risponde come farebbe se la periferica collegata fosse un mouse o un trackpad non può che richiamare alla mente l’iconografia del film con Tom Cruise tratto dal romanzo di Philip K. Dick.

Ora resta da capire se questo piccolo, rivoluzionario, dispositivo, in grado di distinguere le dita di una mano e perfino una matita che si muove nel suo spazio di interazione, non sia troppo bello per essere vero e se funzionerà come promesso. Tutto sembra suggerire che la Leap Motion abbia le carte in regola e sia semplicemente rimasta in stealth mode fino al momento del lancio (motivo per cui è sbucata praticamente dal nulla con questo prodotto). Anche la presenza di un SDK per sviluppatori, per il quale si può già fare richiesta di inclusione, fa ben sperare.

E in quel caso fra qualche anno di certo sapremo anche quale sarà l’effetto di una soluzione che non prevede il tocco, ma prevede altresì il movimento in sospensione di braccia polsi, sul nostro corpo. Anche perché, se tutto va come previsto e il Leap entrerà regolarmente in produzione, si può ipotizzare che il prezzo contenuto (70$, disponibile per il pre-ordine in quantità limitata) lo renderà senza dubbio tanto popolare da offrire un campione vastissimo ai ricercatori che indagano nel campo dell’evoluzione della biomeccanica e dell’ergonomia.

Torneremo sicuramente ad occuparci ancora del Leap con qualche dettaglio in più, vista la natura “too good to be true” del dispositivo.
Voi che ne pensate? Che potenziale ha secondo voi questo Leap?