
Come sempre accade in occasione del lancio di prodotti Apple di una certa rilevanza, anche la stampa generalista e i telegiornali si sono accorti dell’esistenza della Mela e di un prodotto chiamato iPad. Pardon, IPAD, o meglio: I-Pad. Anzi no: Ipad. I giornalisti di TG1 e TG5 ci hanno dilettato con servizi fotocopia incentrati sulla buffa questione della pronuncia (si dirà iPad o iPed?). Ma lo scettro della castroneria dell’anno va di diritto ad Ernesto Assante di Repubblica. Il giornale diretto da Ezio Mauro sta dedicando ampie pagine all’iPad senza mai dimenticare l’autocelebrazione del proprio lettore di PDF, pardon, la propria edizione per iPad.
Digitalizzare la versione cartacea del giornale non è sufficiente per considerarsi dei pionieri della stampa del futuro. E soprattutto sarebbe ora che i grandi giornali si rendessero conto che sono i contenuti a fare la differenza, non i video inseriti alla bene e meglio all’interno di un PDF potenziato (e il cui playback soffre ancora di fastidiosissimi bug). Soprattutto perché il pubblico digitale è in grado di accorgersi molto più facilmente delle panzane tecnologiche che i giornali di carta rifilano ai lettori su base quasi quotidiana.






Nome: Sally Park

