iPad 3G 32GB: unboxing e prime impressioni

di Andrea "C. Miller" Nepori 20

Ebbene sì, sono uno dei (tantissimi) fortunati che ieri hanno ricevuto il proprio iPad in anticipo sulla data ufficiale di lancio, grazie allo zelo di UPS. Dopo il classico rito dell’unboxing, documentato nella galleria di immagini che trovate più sotto, ho provveduto per prima cosa a sistemare i settaggi sul dispositivo (acccount iTunes, account MobileMe e Gmail) e poi ho potuto testare per qualche ora il mio primo computer Tablet. Questo articolo non vuole assolutamente essere una recensione completa e approfondita (per quella ci vuole ancora un po’ di tempo per provare davvero tutto) ma solamente una collazione delle prime impressioni sull’iPad.

Insieme all’iPad sono arrivati puntuali anche il case Apple, il Dock e la Wireless Keyboard. Ho preferito questa accoppiata al Dock con tastiera incorporata per una questione di maggiore versatilità (in soldoni la keyboard Apple posso usarla anche con i miei Mac).

Il packaging di ogni singolo prodotto è perfettamente consono alla tradizione Apple. Minimale, imballaggio funzionale e mai eccessivo, adesivi della Mela a gogo. L’apertura della scatola dell’iPad ha un che di mitologico, dato che praticamente si viene accolti dal proprio riflesso sullo schermo nero del dispositivo, tipo Narciso sullo stagno. Non temete, tutta la poesia si infrangerà di lì a pochi minuti quando le prime ditate rimarranno ben stampate sul display conferendo immediatamente un’aria ben più vissuta al dispositivo.

Il problema delle ditate non va sottovalutato perché Apple non ha messo alcun pannetto privo di pelucchi all’interno della confezione (sacrilegio!). Vi assicuro ho cercato bene anche fra le istruzioni (in cui al massimo si possono nascondere degli acari: sono solo tre miseri foglietti) e nel plico che contiene la graffetta per la SIM: niente da fare, del pannetto con il logo Apple non c’è traccia. Poco male, quello che ho trovato a suo tempo nella confezione dell’iPhone da oggi farà i doppi turni.

Prima ammissione: l’iPad è un po’ più pesante di quanto mi aspettassi. E devo dire che non mi dispiace, perché nel complesso anche il peso contribuisce al senso di generale solidità del dispositivo. Per quanto farli cadere a terra possa avere risultati analoghi, l’iPad comunica ad esempio un senso di maggior resistenza e compattezza rispetto all’iPhone 3GS.

All’accensione, dopo un’attesa brevissima, l’iPad chiede di essere connesso ad iTunes per l’attivazione. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla velocità della procedura: in meno di 5 minuti ho associato il dispositivo al mio account e ho potuto sventare un tentativo di sincronizzazione totale di ogni app e canzone presente nella mia libreria (inavvertitamente avviata da me, ça va sans dire).

“Velocità” potrebbe davvero essere una delle parole chiave di iPad. Forse l’avrete già sentito dire mille volte, ma lasciate che ve lo ripeta anche io: l’iPad è una scheggia. La velocità di caricamento dei programmi ha dell’incredibile, per non parlare della reattività dello schermo. Ah, il display! Se qualcuno continua a ripetervi che l’iPad è solo un iPod touch gigante con intento denigratorio fategliene provare uno e immediatamente quello che doveva essere un punto a sfavore diventerà un pregio. Perché è vero, l’iPad è un iPod touch gigante, ed è per questo che è un dispositivo senza eguali.

Passata la fase über-WOW iniziale e prima di iniziare a scaricare qualche programmino ho provato ad infilare l’iPad nella custodia Apple. E qui arrivano le dolenti note. Con l’iPad case di Apple (39€) non è stato amore a prima vista. Il materiale è molto buono e offre una piacevole sensazione al tatto, oltre a migliorare la presa sul dispositivo. Ma diamine, infilarci dentro l’iPad per la prima volta è un vero incubo; la forza che bisogna imprimere per far entrare il Tablet all’interno della custodia è eccessiva, anche aiutandosi con il linguettone interno (auguri per capire poi come ripiegarlo al primo colpo), e per evitare che il poveretto schizzasse via con la dolce metà siamo ricorsi all’inserimento in coppia, modalità Carabinieri.

Quando poi l’iPad è inserito, la sensazione è che il case non sia della sua misura. Bisogna smanettare ancora un po’ perché i tasti funzione vadano al centro dei rispettivi fori, ad esempio. Purtroppo togliere l’iPad dalla custodia è ancora peggio, perché in quel caso il rischio che il Tablet vi schizzi via dalle mani vi costringerà a stringerlo in una morsa infernale mentre state tirando per sfilare la custodia. Tutto questo dipende quasi certamente dal fatto che il materiale deve prendere la forma del dispositivo, e già dal secondo inserimento le cose vanno un po’ meglio. Superata la fase di inserimento e adattamento, a livello funzionale il case è impeccabile. E’ esteticamente piacevole e offre una non trascurabile sicurezza psicologica grazie alla protezione sullo schermo.

Ma veniamo al software. I programmi preinstallati sul dispositivo ormai abbiamo imparato a conoscerli grazie al tam-tam iconografico che Apple ha messo in moto dal 27 gennaio a questa parte, ma averle sotto le dita è tutta un’altra storia. Mail è realizzato in maniera intelligente ed è intuitivo e ben organizzato. iCal sembra nato apposta per finire sull’iPad: una volta aperto il programma il Tablet si trasforma in un planner che supera per praticità la versione desktop. L’App Store, YouTube, Rubrica Indirizzi, Safari: tutti i software integrati sono familiari ma allo stesso tempo offrono un’esperienza d’uso totalmente nuova.

iBooks, per quanto castigato dall’assenza di una pur minima selezione di autori italiani contemporanei (non c’è ancora nessun editore), è un vero gioiellino. Non ho ancora provato a leggere a lungo un libro, e quindi sull’annosa questione della leggibilità mi riservo di dire qualcosa fra un po’ di tempo, ma l’esperienza generale d’uso (dal download di un libro, all’organizzazione della libreria, alla lettura) è entusiasmante.

L’App Store italiano, a differenza dell’iBookstore, funziona già a pieno regime. Fra le prime applicazioni che ho scaricato c’è Pages e non c’è che dire: basta aprirla e iniziare ad usarla (non pensavo che fosse così intuitiva) e si capisce perché questa app sia in testa alle classifiche di vendita dell’App Store USA fin dal lancio dell’iPad. Ho approfittato del test di Pages per provare anche la tastiera Wireless (che va configurata nelle impostazioni di sistema sotto la voce Bluetooth). La resa è più che soddisfacente, anche se di primo acchito quando c’è necessita di spostarsi nel testo la tentazione di cercare di impugnare un mouse che non c’è è forte. Sarà solo questione di abitudine?

Ho installato subito anche Repubblica e Corriere, e devo dire che la definizione di “PDF edulcorati” che avevo dato a queste apps era fin troppo benevola. Leggere le pagine del Corriere è praticamente come guardare un immagine. Non è nemmeno prevista la possibilità di zoomare una singola notizia con un doppio tap, ma bisogna procedere a pizzicottare lo schermo e a spostarlo manualmente fino ad inquadrare la colonna di testo che ci interessa. Repubblica da questo punto di vista se la cava meglio, ha un sistema di navigazione dei contenuti che facilità la fruizione, ma non si può certo dire bene di un’app che crasha per ben 2 volte nel giro di 5 esecuzioni.

Per fortuna che c’è Wired per rifarsi gli occhi. L’applicazione della rivista costa 3,49€ e offre contenuti di qualità corredati da una grafica di altissimo livello. Particolarmente interessante l’integrazione dei video all’interno dei pezzi giornalistici. La pubblicità è pervasiva, ma non infastidisce, anzi in alcuni casi incuriosisce il lettore con effetti e animazioni.

Della connettività 3G posso dire ancora ben poco dato che con l’iPad ho acquistato una micro-SIM Vodafone per pura curiosità. al momento non ho alcuna intenzione di attivarla. Sto aspettando che i 3 Store delle mie zone vengano riforniti di mini-USIM per procedere all’attivazione di una di quelle. Il tray per le mini-SIM, in alluminio come il bordo dell’iPad, si trova sul lato sinistro del tablet ed è consigliabile aprirlo sempre con la graffetta di metallo in dotazione. Sulle procedure di collegamento 3G mi riservo dunque di dire più avanti, nella speranza che H3G non ci metta troppo a rifornire i suoi punti vendita.

Io mi fermo qui e passo la parola a voi. In quanti avete già ricevuto iPad? Quali sono le vostre prime impressioni? Fatecelo sapere nei commenti!