Uno dei metodi utilizzati per scoprire con un po’ di anticipo i piani di Apple consiste nello scartabellare fra i documenti degli uffici di registrazione dei marchi di posti lontanti come Trinidad & Tobago, luoghi prescelti da Apple per registrare (con largo anticipo e spesso tramite società prestanome) dei trademark su termini che verranno utilizzati in futuro per descrivere un prodotto o una particolare caratteristica di un dispositivo.
E’ successo più volte in passato ed è successo di nuovo la scorsa settimana per il termine “Macroscalar”, ma con una sostanziale differenza: l’ente presso il quale Apple ha depositato il marchio non è quello di una sperduta isoletta bensì il Patent Office statunitense.

Ovvio quindi che tale registrazione abbia scatenato una ridda di ipotesi sulle possibili applicazioni del termine, che sappiamo riferirsi ad una nuova generazione di microprocessori su cui Apple sta lavorando da tempo. E alla luce di questa scoperta le sibilline parole di Tim Cook sul futuro dell’iPad (così come le ha riportate l’analista Gardner) assumono tutto un altro significato.

Nell’articolo
Venerdì scorso, a seguito di

A seguito della release di iBooks Author, il 19 gennaio, in tanti avevano espresso il proprio disappunto (taluni anche con toni piuttosto accesi) per 
Altra vittoria di Motorola contro Apple in Germania. Questa mattina, su richiesta di Motorola Mobility, il Tribunale Regionale di Mannheim ha emesso un’ingiunzione permanente su iCloud e su tutti i prodotti che possono utilizzare il servizio. Non si tratta di un’ingiunzione preliminare, ma di un’ingiunzione definitiva che arriva dopo un processo completo, scaturito dalla causa che Motorola ha depositato contro Apple nell’aprile del 2011.
Steve Jobs è stato spesso criticato, sia quando era ancora in vita sia dopo la sua morte, per lo scarso interesse che ha sempre nutrito verso la beneficienza e la filantropia. Nella visione del mondo dell’americano medio, e soprattutto dei media americani, il successo e la ricchezza devono essere controbilanciati da una “restituzione” alla società di parte della propria ricchezza. Un meccanismo che, per quanto generalmente lodevole, spesso sfocia nell’ipocrisia o nella spettacolarizzazione della beneficienza, soprattutto da parte dei personaggi dello show business.
L’aggiornamento 10.7.3 di OS X Lion, che Apple ha rilasciato mercoledì, ha introdotto varie novità (fra cui probabilmente il supporto al