iBooks Author e pubblicazione dei libri su iBookstore: altri dettagli, prime polemiche

di Andrea "C. Miller" Nepori 30

La presentazione di iBooks Author durante l’evento Apple di ieri a New York era incentrata principalmente sulla demo che il Vice Presidente Roger Rosner ha condotto per il pubblico riunito nell’auditorium del Guggenheim. Il SVP Phil Schiller non si è sbottonato più di tanto sulla distribuzione a costo zero o a pagamento dei libri realizzati grazie al nuovo software.
Ma come si pubblica un libro? Con che tipo di accordo? Può essere distribuito al di fuori di iBookstore? Un autore qualsiasi può impostare un prezzo per la propria creazione?
Per rispondere a questi ed altri quesiti che in tanti, compresi noi qui su TAL, si sono posti a caldo, poco dopo l’evento, Apple ha pubblicato nella Knowledge Base un documento con le Frequently Asked Questions relative proprio al processo di pubblicazione dei libri realizzati con iBooks Author.
Per alcuni dubbi che svaniscono ve ne sono altri che rimangono, soprattutto dopo aver letto la controversa licenza utente del nuovo software Apple che non ha mancato di suscitare le prime polemiche.

Da iBooks Author ad iBookstore

Una volta completata la realizzazione di un libro su iBooks Author il programma permette di esportarlo in un pacchetto compatibile con iBooks 2 e liberamente trasferibile tramite qualsiasi mezzo. Il pacchetto così ottenuto può dunque essere distribuito a chiunque abbia un iPad passando per i mezzi digitali tradizionali (email, scambio manuale su pennina, Dropbox ecc…).
L’insegnante che volesse creare e distribuire una dispensa ai propri alunni, insomma, potrà fare tutto senza dover necessariamente passare per iBookstore. Una soluzione conveniente e anche rapida, senza dubbio.

Se l’intenzione però è quella di pubblicare direttamente sullo store virtuale la faccenda inizia a complicarsi un po‘.  Sono necessari altri software e l’approvazione di un contratto per la distribuzione digitale tramite iTunes.
I dettagli Apple li spiega parzialmente nelle già citate FAQ e soprattutto nella guida interna di iBooks Author (già disponibile anche in Italiano). Ecco quanto riportato dall’help dell’applicazione:

Prima di poter pubblicare il tuo libro su iBookstore, devi eseguire le seguenti operazioni:

  • Creare un account venditore iBookstore.
  • Scarica iTunes Producer, l’applicazione da utilizzare per inviare il tuo libro su iBookstore. Dopo aver creato l’account venditore iBookstore, puoi accedere a iTunes Connect e scaricare iTunes Producer.
  • Disporre di un contratto attivo. Per ulteriori informazioni, accedi a iTunes Connect e vai su “Contracts, Tax, and Banking”.
  • Creare un libro campione (come descritto in basso). I clienti possono visualizzare gratuitamente il libro campione prima di decidere di acquistare il libro. Puoi decidere quanto testo del libro ed esattamente quali contenuti includere nel campione, quindi invia il campione insieme al libro. [non necessario se il libro verrà distribuito gratuitamente nda]

iTunes Connect e iTunes Producer

Sembrerebbe essere, in sostanza, il meccanismo che gli editori devono già intraprendere per poter pubblicare i propri libri su iBookstore. Non sembra esserci, per adesso, alcuna corsia privilegiata per chi utilizza iBooks Authors a fini personali e vuole semplicemente portare online delle opere autoprodotte. C’è solo la possibilità, al momento della creazione dell’account da distributore, di scegliere fra la pubblicazione di contenuti gratuiti o contenuti a pagamento. Nella versione italiana del documento linkato poco sopra, per altro, manca qualsiasi riferimento ai fornitori di contenuti in formato libro.

Nelle caratteristiche cui un publisher deve ottemperare affinché le proprie opere possano essere pubblicate su iBookstore ce n’è una, poi, che così com’è non faciliterà certo la pubblicazione da parte degli autori indipendenti, vale a dire la necessità di un codice ISBN. Ottenerne uno non è semplicissimo (ed ha un costo), a meno di utilizzare servizi integrati come Lulu (di Amazon) che si occupano di tutto e che ovviamente non c’entrano nulla con l’offerta Apple e non sono assolutamente compatibili con quanto prodotto da iBooks Author.
Nella mia prova estemporanea non sono andato oltre e non avendo un account da distributore di contenuti non posso sapere se all’interno di iTunes Connect o di iTunes Producer i pacchetti .iba, ovvero gli ebook creati con iBooks Author, vengano trattati in maniera diversa rispetto agli altri libri. E’ lecito supporre che non sia così.
Non pretendiamo la luna, ovviamente: l’annuncio è di ieri e di certo ci sarà ancora tempo, per Apple, per chiarire questi aspetti.

Regole sulla vendita e polemiche sull’EULA

Quanto alla vendita dei libri su iBookstore, comunque, le FAQ pubblicate da Apple sono chiare: se un autore vuole distribuire il pacchetto .iba gratuitamente può farlo come vuole. Può mandarlo per email, può pubblicarlo sul proprio sito, può anche caricarlo su una pennina USB e spedirla a un indirizzo nuovo e la sua faccia sovrapporla a quella di chissà chi altroooo.
Ma il niet(!) è assoluto e categorico se lo scopo è la vendita del contenuto. Qualsiasi iBook prodotto con iBooks Author deve essere venduto solo ed esclusivamente attraverso iBookstore. Da quella vendita Apple ricaverà il 30% del prezzo del libro, che in ogni caso non potrà superare i 14,99$, tetto massimo imposto da Cupertino per gli iBooks.

Se la cosa vi suona un po’ forzata, significa che avete fatto già due più due. Come può Apple pretendere che il prodotto finale creato con un suo software (e compatibile con un altro suo software anche tramite sistemi di distribuzione diretta) venga venduto solo attraverso il suo marketplace?
Ma con un EULA, la licenza d’uso con l’utente finale, of course. Nello specifico si tratta della EULA di iBooks Author, nella quale i legali di Cupertino hanno formalizzato appunto questa clausola: distribuisci gratuitamente come ti pare, vendi solo su iBookstore. Sappi che usando questo software hai già implicitamente accettato questo contratto.

Pane per i denti dei detrattori Apple, perché scritto così, questo passaggio è una piccolo grande porcellum e non è un mistero che abbia subito attirato forti critiche.
Effettivamente in ambito consumer nessun produttore di software si è mai spinto così oltre nel legare l’output di un proprio prodotto software alle modalità di utilizzo e vendita post-realizzazione del prodotto. Se io realizzo un’illustrazione su Photoshop e la vendo ad una terza parte non sono certo obbligato a farlo tramite un marketplace proprietario di Adobe. Se redigo una consulenza su Word e la vendo a qualcuno non mi viene imposto di passare attraverso un Microsoft Store. Sono esempi iperbolici, ma il succo qui è lo stesso: ciò che viene prodotto tramite iBooks Author per essere venduto deve passare attraverso iBookstore, ed Apple prenderà la percentuale.

Speriamo che siano solo inghippi legalesi del debutto, perché questa clausola rischia di fare parecchio rumore e gettare un’ombra su tutta l’esperienza autoriale legata ad iBooks Author e iBooks 2.
Pensare che Apple l’abbia inserita per guadagnare sugli iBooks venduti è troppo semplice e soprattutto non ha molto senso. Il mercato di questi contenuti potrebbe diventare importante ma le dimensioni potenziali del giro d’affari sono talmente ristrette che non varrebbe la pena suscitare polemiche inutili su una clausola come questa. S’aggiunga inoltre che:

  • gli autori sono spinti ad utilizzare comunque iBookstore perché garantisce un esposizione che altri mezzi di distribuzione non possono garantire.
  • Il formato con cui i libri escono da iBooks Author è compatibile solo con iPad (pare sia un ePub 3 con varie modifiche) e dunque non c’è la possibilità di vendere su altri marketplace
  • L’eventuale distribuzione a pagamento di iBooks .iba da parte degli autori, favorisce comunque la vendita del dispositivo con cui quel formato è univocamente compatibile: l’iPad.