Sono passati ormai 9 mesi da quanto Tim Cook ha preso il posto di Steve Jobs al timone di Apple. Pochi per capire quale sia davvero il nuovo corso che Cook ha imposto all’azienda ma un numero sufficiente per permettere ai giornalisti di trarre le prime conclusioni. Adam Lashinsky, columnist di Fortune di chiara fame e autore del libello “Inside Apple“, pubblicato qualche mese fa, si è cimentato nell’impresa e ha prodotto un interessante profilo dell’evoluzione di Apple a pochi mesi dall’anniversario della nomina a CEO di Tim Cook.
Lashinsky, con un sapiente meccanismo di contrappesi, mescola i molti aspetti positivi evidenti con altri che possono instillare il dubbio sulla direzione che ha preso l’azienda dopo il cambiamento epocale che ha attraversato dopo la dipartita di Steve Jobs.
In un documento 
Alzi la mano chi non ha mai utilizzato l’iPhone per fotografare uno scontrino o una ricevuta, una foto presa da un giornale o altri elementi da salvare su Evernote o semplicemente archiviare rapidamente in formato immagine. Su App Store le applicazioni che consentono di utilizzare l’iPhone come uno scanner, del resto, non mancano, anche se i problemi principali di questa destinazione d’uso della fotocamera del telefono Apple sono la stabilizzazione e l’illuminazione del documento.
Lunedì e martedì i CEO di Apple e Samsung si sono incontrati per discutere di un’eventuale accordo che possa porre fine alle cause per violazione di brevetti che contrappongono le due aziende.
Nelle scorse settimane ha preso sempre più piedi l’ipotesi secondo cui il prossimo iPhone potrebbe essere dotato di uno schermo con una diagonale da 4”. Secondo questi report, che arrivano anche da pubblicazioni importanti quali Bloomberg e il Wall Street Journal, Apple potrebbe ottenere quelle dimensioni senza variare la larghezza del display ma aumentandone solamente l’altezza. Un design per il quale c’è già
Il malware inevitabilmente si insinuerà dentro iOS e per Apple sarà il disastro. La colpa di tale disastro ricadrà allora sull’azienda, che ad oggi non ha ancora permesso la realizzazione di software antivirus per la propria piattaforma mobile.
La critica che più spesso sento rivolgere all’iPad si può riassumere nella frase: “va bene per giocare, ma non per lavorare”.
Come scriveremmo se fossimo in una rubrica della Settimana Enigmistica, “Forse non tutti sanno che” fino a una decina di anni fa il logo Apple sul line up di portatili dell’azienda era “rovesciato”. Un immagine vale più di mille parole: ecco ad esempio, qui a sinistra, il PowerBook G3 di Wozniak in una foto della fine dello scorso decennio.
