Apple paga Nokia, trovato l’accordo

La battaglia legale che contrapponeva Apple a Nokia è giunta al termine ed è finita nell’unico modo in cui queste cause internazionali possono ragionevolmente finire: con un passaggio cospicuo di denaro fra le parti.
L’azienda finlandese ha annunciato oggi che Apple è ufficialmente una delle società licenziatarie dei suoi brevetti. L’accordo segna la fine anche delle cause depositate contro Nokia dalla parte avversa, a segnalare che la resa è inequivocabilmente giunta da Cupertino. Apple pagherà una una tantum a mo’ di risarcimento e stipula della licenza d’uso dei brevetti e le royalties previste dal contratto.

HP TouchPad: metterà alla prova iPad?

Il primo luglio arriverà sul mercato TouchPad, il nuovo tablet realizzato da HP con il supporto del sistema operativo webOS. I prezzi di lancio saranno gli stessi di iPad, ovvero 499 dollari per il modello da 16GB e 599 dollari per il modello da 32GB. Il tablet di HP e Palm sarà il secondo vero sfidante di iPad, dopo il Galaxy Tab di Samsung che ha ricevuto un discreto successo fino a questo momento.

La sfida di HP, tuttavia, potrebbe non essere limitata al tablet in quanto, secondo indiscrezioni emerse ultimamente, l’azienda sarebbe in contatto con le maggiori etichette discografiche per lo sviluppo di un proprio servizio musicale in the cloud che potrebbe essere esteso anche a film e TV. Hewlett-Packard, quindi, potrebbe aggiungersi ad Apple, Amazon e Google nel mercato del cloud computing legato all’intrattenimento.

Samsung e Apple si apprestano a sorpassare Nokia nel mercato degli smartphone

La tendenza è inarrestabile; da un lato Samsung, uno dei maggiori produttori di cellulari Android, e dall’altro Apple, che con il suo iPhone ha bruciato velocemente le tappe in questa scalata che all’inizio sembrava pura utopia. Eppure, entro qualche mese, il colosso finlandese, leader indiscusso della telefonia mondiale, dovrà cedere il passo a Samsung e all’azienda di Cupertino per quanto riguarda il mercato degli smartphone.

Dopo il successo dei cellulari Symbiam, infatti, sembra che le proposte di Nokia non siano state sufficientemente apprezzate dalla comunità degli utenti rispetto ad Android ed iOS. Ed è per questo motivo, probabilmente, che Samsung ed Apple non faranno molta fatica ad occupare le prime due posizioni (rispettivamente) del mercato dei cellulari più evoluti.

Apple accusata per il termine iCloud

Non è ancora passata una settimana dall’annuncio ufficiale che Steve Jobs ha tenuto sul palco del Moscone West Center di San Francisco all’apertura dell’annuale WWDC, ma la piattaforma iCloud è già stata accusata per il suo nome. Lo riporta The Next Web, che sostiene che una compagnia chiamata proprio iCloud Communications avrebbe depositato una accusa nei confronti di Apple per l’utilizzo del termine che apparterrebbe all’azienda.

Apple accusata di aver clonato Wi-Fi Sync

Difficile dare torto a Greg Hughes, studente dell’Università di Birmingham, che quasi un anno fa creò la sua applicazione “Wi-Fi Sync” che fu rifiutata da Apple, impedendone la vendita su App Store. Dopo aver inviato la sua app per il processo di revisione, Greg fu contattato da un rappresentante dell’azienda di Cupertino, il quale spiegò al ragazzo i motivi del rifiuto.

Sebbene l’app “non infrangesse tecnicamente le regole”, “violava i limiti” di ciò che è possibile vendere all’interno dell’App Store. Lo studente, per nulla scoraggiato, decise di vendere la sua app su Cydia, lo store parallelo ad App Store per dispositivi jailbroken. Il successo dell’idea ha portato alla vendita di oltre 50.000 copie dell’app per la sincronizzazione senza fili.

Lodsys: Apple supporterà gli sviluppatori nel processo

Si aggiunge in queste ore un nuovo capitolo alla saga che vede come protagonisti gli sviluppatori di iOS e Lodsys. La compagnia, che detiene un brevetto legato alle procedure di acquisto in-app tanto care ad Apple e ai suoi developer, ha depositato una denuncia contro 7 sviluppatori di iOS. Questa è seguita all’invio di lettere in cui gli sviluppatori venivano invitati a rimuovere gli acquisti in-app dalle loro applicazioni. Dopo avere scoperto che uno studio legale del Michigan ha intenzione di far invalidare l’accusa di Lodsys (allontanandola dal Texas, dove pare i giudici abbiano una certa clemenza verso i troll), anche Apple ha deciso di scendere attivamente in campo al fianco degli sviluppatori.

iTunes in the Cloud non prima del 2012 in UK


Brutte notizie per chi (al di fuori degli USA) sperava di utilizzare iTunes in the Cloud e iTunes Match magari entro la fine dell’estate. Secondo una fonte riportata dal giornale britannico The Telegraph, infatti, il servizio non sarà attivo in Gran Bretagna prima del prossimo anno. E, sebbene non possiamo esserne certi, se non lo sarà in UK difficilmente lo sarà negli altri paesi europei, Italia compresa.

Un portavoce per la Performing Right Society (PRS), società che difende i diritti dei musicisti, ha dichiarato al giornale britannico che le negoziazioni con Apple, per garantire il pagamento dei diritti a musicisti, compositori e case discografiche, sono iniziate ma sono ancora in una fase “fortemente preliminare”.

Apple modifica le regole sulle sottoscrizioni in-app

Cambio di rotta per le regole che permettono di gestire le sottoscrizioni in-app all’interno delle applicazioni per iOS. Precedentemente Apple esigeva che gli abbonamenti venduti all’esterno delle app, per le quali l’azienda di Cupertino non percepisce alcuna rendita, avessero un prezzo uguale o maggiore rispetto a quello per gli abbonamenti offerti direttamente all’interno delle app. L’obiettivo, ovviamente, era quello di indurre i clienti ad abbonarsi tramite le app stesse e consentire ad Apple di ricevere il 30% dei ricavi provenienti dagli abbonamenti stessi.

Da questa settimana, invece, questo vincolo è stato rimosso e, di conseguenza, saranno gli editori a poter liberamente fissare i prezzi degli abbonamenti, vendendoli magari ad un prezzo inferiore all’esterno, con mezzi propri. L’unico vincolo imposto ora da Apple è che “non ci siano pulsanti o link esterni nelle app per abbonarsi ai contenuti”.

WWDC ’11: iTunes in the Cloud e iTunes Match

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Come parte integrante di iCloud, anche iTunes si trasforma per integrarsi con i nuovi servizi della “nuvola” di Apple. “E’ sempre la stessa storia”, dice Steve dal palco della WWDC ’11, “compro qualcosa sul mio iPhone e non la trovo sugli altri dispositivi. Prendo l’iPod e vado ad ascoltare quella canzone ma non c’è!”.

La grande novità di iTunes può essere sintetizzata con la frase appena riportata. Qualunque acquisto effettuato su un dispositivo (anche iOS) può essere scaricata su tutti gli altri (fino ad un massimo di 10) senza costi aggiuntivi. Tutto questo, semplicemente cliccando sulla nuova icona con la nuvoletta che si troverà nell’apposita sezione di iTunes.

iOS 5: reminders, mail, camera e aggiornamenti automatici

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Proseguiamo la rassegna delle novità che Apple ha presentato durante la WWDC ’11 a proposito di iOS 5.

Reminders

E’ possibile impostare dei promemoria, che poi possono essere sincronizzati con altri dispositivi e Cal. Inoltre, è possibile associare una posizione al promemoria e, ad esempio, essere avvertiti quando si abbandona il posto. Molto comodo per ricordarsi di fare qualcosa quando si esce di casa o dall’ufficio.

iPhone è nella media per radiazioni emesse

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Negli ultimi giorni ha fatto molto discutere la nuova posizione intrapresa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a proposito del pericolo radiazioni emesse dai telefoni cellulari. In precedenza l’OMS sosteneva che non c’era alcun collegamento tra l’uso di telefoni cellulari e il pericolo di contrarre il cancro. In seguito ad uno studio condotto da un team di 31 scienziati, invece, l’OMS è tornata sui suoi passi sostenendo che le radiazioni emesse dai telefoni cellulari sono “potenzialmente cancerogene per gli umani”.

I cellulari, in seguito ai risultati forniti dal team di esperti, sono stati collocati nella stessa categoria di “minaccia cancerogena” a cui appartengono i gas di scarico dei veicoli a motore e il cloroformio, aggiungendo di voler approfondire con la dovuta attenzione i risultati ottenuti.

Niente iPhone e iPad nelle promozioni di terze parti

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Le norme che regolamentano l’utilizzo di prodotti Apple per promozioni di terze parti esistono già da un anno ma sembrerebbe che non siano molto rispettate da coloro che organizzano contest di vario genere e mettono in palio i prodotti dell’azienda di Cupertino.

Per questo motivo, secondo quanto riportato da Fortune, Apple sarà più attenta nel far sì che le linee guida per le promozioni siano effettivamente rispettate. Tali regole impediscono l’utilizzo di iPad, iPhone o buoni regalo per iPhone come premi nei contest organizzati da terze parti. Il documento che le descrive risale ad aprile 2010 ma, nella realtà dei fatti, è come se non fosse mai esistito.

Corso di programmazione per iPhone e iPad gratuito dell’Università di Pisa

Nei semestri primaverili 2009 e 2010 l’Università di Stanford ha reso disponibile su iTunes U un corso gratuito di iPhone programming. E’ stato un successo planetario con milioni e milioni di download.
Per tutti quelli avrebbero voluto seguire quel corso ma non sono riusciti a superare la barriera della lingua ecco un’ottima notizia: l’Università di Pisa ha istituito una serie di seminari di programmazione per iOS. Anche il corso italiano è disponibile su iTunes U (link iTunes) sotto forma di podcast video scaricabile gratuitamente. La realizzazione è ottima, con spiegazione e proiezione delle slide montate a video in alta definizione. E’ un’occasione da non perdere per chi vuole capire qualcosa in più sulla programmazione per dispositivi iOS senza spendere un centesimo.

Il corso dell’Università di Pisa, organizzato dal dipartimento di Informatica dell’ateneo, è tenuto da Goran Djukic, analista programmatore dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR ed è stato istituito grazie alla collaborazione con la Data Port, azienda toscana che si occupa di soluzioni Apple da tempo immemore, ovvero da prima che il Mac esistesse.

iCloud genera un grande hype a Wall Street

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Come vuole la tradizione Apple, l’evento dedicato agli sviluppatori che inizierà a San Francisco lunedì prossimo (6 giugno) sta generando un forte hype anche dal punto di vista finanziario. La WWDC ’11, infatti, sarà l’evento dedicato alla presentazione di diversi nuovi prodotti (per la maggior parte software, in base a quanto appreso finora) e servizi, tra cui il tanto atteso iCloud, già annunciati in via ufficiale nella giornata di ieri.

Vediamo alcuni commenti a riguardo da parte di personaggi più o meno importanti nello scenario di Wall Street. Secondo Mike Abramsky, di RBC Capital Markets, il venturo iCloud non sarà solamente un “digital locker” per salvare in remoto i documenti personali degli utenti; si tratterà, piuttosto, di un modo che Apple sfrutterà per aumentare le vendite di iPhone in tutto il mondo. iCloud, sostiene Abramsky, potrebbe rappresentare un importante traguardo per l’azienda di Cupertino nel rendere meno dipendenti gli utenti che possiedono un iDevice rispetto ad un Mac o PC per la sincronizzazione.

Una nuova variante di MacDefender aggira il Security Update

Macdefender dialog boxNonostante l’impegno di Apple nel cercare di arginare la diffusione dell’ormai “famoso” malware per Mac OS X venuto alla luce poco meno di un mese fa, sembra non esserci ancora un rimedio definitivo al problema. Come saprete, nella giornata di ieri l’azienda di Cupertino ha rilasciato un nuovo Security Update pensato appositamente per rimuovere MacDefender dai computer infetti.

Sembra, tuttavia, che lo sforzo sia stato inutile in quanto gli sviluppatori del software malevolo hanno già studiato una nuova variante che riesce a sfuggire ai controlli del sistema operativo della Mela. Come riportato da ZDNet, infatti, a poche ore di distanza dal rilascio dell’aggiornamento per la sicurezza, è stata diffusa in rete una nuova variante del virus immune al nuovo meccanismo di protezione.

BlackBerry perde terreno anche presso l’FBI

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Fino a qualche mese fa la maggior parte delle aziende mondiali (sia pubbliche che private) era devota esclusivamente a RIM e ai suoi BlackBerry, ritenuti i cellulari aziendali per eccellenza. Recentemente, tuttavia, sembra proprio che questa tendenza stia lentamente scemando.

Tutto questo per il crescente interesse, anche in ambito industriale, verso i prodotti mobili Apple (soprattutto iPhone e iPad) che stanno creando non pochi grattacapi alla dirigenza di RIM. Anche presso l’FBI, infatti, è sempre più usuale incontrare agenti che consultano dati attraverso il tablet o lo smartphone realizzati dall’azienda di Cupertino. Non solo FBI, ma anche il Dipartimento di Stato, l’esercito e la NASA.

Samsung: la causa di Apple non ci preoccupa

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Samsung non è affatto preoccupata per le sorti della causa legale che la contrappone ad Apple in California, scaturita da una denuncia per “plagio” da parte dell’azienda di Cupertino. Lo ha rivelato J.K. Shin, Capo di Samsung Mobile, al Wall Street Journal, che pubblica il commento del dirigente coreano in un articolo dal tempismo perfetto. Giusto ieri la causa che contrappone le due aziende è tornata a far discutere a seguito della “curiosa” richiesta degli avvocati di Samsung, che vorrebbero poter analizzare in anteprima i prossimi dispositivi iOS di Apple.

Samsung vuole vedere l’iPhone 4S e l’iPad 3

La battaglia legale fra Apple e Samsung nata dalla denuncia per plagio depositata da Cupertino poco più di un mese fa, ha preso una piega alquanto curiosa nel corso dell’ultima settimana. La richiesta da parte degli avvocati Apple di visionare alcuni prodotti di Samsung non ancora disponibili su mercato è stata accolta da tribunale di San José. Ora Samsung risponde con una richiesta analoga e chiede di poter analizzare in anteprima iPhone 4S o iPhone 5 (quale che sia il nome del prossimo dispositivo) e di iPad 3. Lo scopo è sincerarsi di… non aver copiato qualcosa anche da quelli.

Apple denuncia Fei Lam per i suoi iPhone 4 bianchi

Ricorderete probabilmente il business messo in piedi da Fei Lam lo scorso autunno. Il ragazzo era riuscito ad accaparrarsi diversi pezzi originali di iPhone 4 bianco da un non meglio precisato fornitore di Apple. Lam aveva quindi cominciato a vendere il servizio di sostituzione delle parti nere di iPhone 4 con le parti bianche, di fatto permettendo a chiunque di avere un iPhone 4 bianco con mesi di anticipo rispetto al lancio ufficiale di Apple (che al tempo nemmeno si sapeva se e quando sarebbe avvenuto). Lam, che tra le altre cose ha “sbiancato” anche l’iPhone 4 di Steve Wozniak, è ora sotto accusa per il suo business che gli era valso oltre 130 000 dollari. Apple ha infatti deciso di fare causa a lui e ai suoi genitori per averlo aiutato.

MACDefender si evolve e non ha bisogno della password di admin

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Il noto malware per Mac OS X emerso qualche settimana fa si è evoluto per cercare di infettare i nostri Mac in maniera ancora più semplice. Come riportato da Intego, azienda specializzata nello sviluppo di antivirus, è stata scoperta una nuova variante di MACDefender che non ha bisogno della password di amministratore per poter infettare la macchina vittima. Tutto ciò è possibile installando l’applicazione solo per l’utente corrente e non per tutti gli utenti del Mac.

Le versioni precedenti del finto antivirus, infatti, chiedevano di inserire la password di amministratore per poter procedere all’installazione. Attualmente, invece, non viene richiesta alcuna password all’utente poiché l’applicazione viene installata nella cartella Applicazioni dell’utente correntemente loggato nel sistema, rendendo pertanto inutili i privilegi di amministratori.

Il Senatore Al Franken chiede a Google e Apple di definire una policy per la privacy

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Dopo le due udienze indette dal Senato USA in seguito ai problemi emersi a causa del salvataggio delle informazioni di localizzazione su Android e iOS, il Senatore Al Franken (che ha condotto le udienze) torna ad esprimere la sua opinione attraverso una lettera inviata alle due aziende californiane, invitandole a definire una policy per la privacy ben definita, “chiara e comprensibile”, per tutte le app presenti nei rispettivi application store.

Come si può leggere nella lettera, “Durante l’udienza ho chiesto ad Dr. Tribble (Apple VP per la Tecnologia Software, ndr) e al Sig. Davidson (Direttore Google per la politica pubblica nelle Americhe, ndr) se Apple e Google avrebbero richiesto che tutte le applicazioni nell’App Store di Apple e nell’Android Market avessero delle privacy policy chiare e comprensibili”.