Per quanto sia ormai appurato che l’iPad non è solo un dispositivo destinato al consumo dei contenuti ma può anche aiutare artisti, professionisti di ogni estrazione e semplici utenti ad essere produttivi nel proprio campo d’interesse, è ancora opinione comune che sia presto per riuscire a sostituire con un iPad i computer cui ancora ci affidiamo durante le ore di lavoro. Certo, il tablet è entrato a pieno diritto nel workflow di molti e lo ha migliorato. Le testimonianze di chi è riuscito ad utilizzare solamente l’iPad per periodi piuttosto lunghi (in viaggio di lavoro, in particolari momenti della giornata lavorativa) ormai si sprecano.
Tuttavia praticamente nessuno può davvero dire di aver abbandonato totalmente il proprio Mac (o il proprio PC) in favore dell’utilizzo dell’iPad come strumento di lavoro a tempo pieno. Fin ad ora. Mark O’Connor c’è riuscito. Sento già cosa state per dire: sarà un semplice avvocaticchio che ha scoperto l’iPad e ci tiene i documenti delle cause, oppure un commerciale di qualche azienda che si limita ad usare Pages e mostra le foto dei prodotti ai clienti direttamente sul Tablet. Tutt’altro. O’Connor è un über-Geek di quelli tosti e durante la sua giornata lavorativa si trova costantemente a masticare C++ con toolkit Qt e altri ameni linguaggi di cui l’utente medio molto probabilmente ignora l’esistenza.


Venerdì scorso il Tribunale Regionale di Mannheim, in Germania, ha emesso un’ingiunzione che impedisce ad Apple Inc. la vendita in territorio tedesco dei dispositivi mobili che violano due brevetti Motorola. La decisione ha effetto immediato e potrebbe rimanere attiva fino ad un eventuale appello (che Apple deve ancora chiedere). L’azienda di Cupertino non sembra preoccupata per la decisione del tribunale tedesco e ha fornito un commento ufficiale a CNet in cui spiega che questa decisione ha natura procedurale e non attiene al merito del caso. Il portavoce Apple ha aggiunto che la decisione “non ha impatto sulla possibilità per Apple di fare affari o vendere prodotti in Germania al momento” (enfasi mia).
I ragazzi di





Ad iCloud manca ancora qualcosa. Qualcosa che, a dirla tutta, è probabilmente la funzione più semplice e basilare che si potrebbe richiedere ad un servizio di cloud computing: il libro accesso ad una cartella personale salvata su un server da qualche parte in California. Presentando iCloud alla WWDC, Steve Jobs aveva lasciato intendere che il suo modo di vedere la nuvola è diverso da quello che hanno le altre compagnie. Non si tratta, per Apple, di limitarsi a dare storage remoto all’utente, ma di sincronizzare senza necessità di impostazioni i propri dati e documenti. Al momento, però, solo i file di iWork generati con iOS possono venire salvati da iCloud, e visualizzati quindi su iCloud.com. iWork per Mac non supporta il backup dei file generati dalla suite per l’ufficio di Apple, e in generale nessun file che non sia una mail, una fotografia di Photo Stream, un contatto o un calendario, può venire sincronizzato su iCloud.