Come riavere “iDisk” con iCloud

di Lorenzo Paletti 23

Ad iCloud manca ancora qualcosa. Qualcosa che, a dirla tutta, è probabilmente la funzione più semplice e basilare che si potrebbe richiedere ad un servizio di cloud computing: il libro accesso ad una cartella personale salvata su un server da qualche parte in California. Presentando iCloud alla WWDC, Steve Jobs aveva lasciato intendere che il suo modo di vedere la nuvola è diverso da quello che hanno le altre compagnie. Non si tratta, per Apple, di limitarsi a dare storage remoto all’utente, ma di sincronizzare senza necessità di impostazioni i propri dati e documenti. Al momento, però, solo i file di iWork generati con iOS possono venire salvati da iCloud, e visualizzati quindi su iCloud.com. iWork per Mac non supporta il backup dei file generati dalla suite per l’ufficio di Apple, e in generale nessun file che non sia una mail, una fotografia di Photo Stream, un contatto o un calendario, può venire sincronizzato su iCloud.

Perché Apple non ha inserito nella sua nuova piattaforma un servizio simile a quello fornito da Dropbox? Una semplice cartella di backup in cui poter spostare file che si vuole siano sincronizzati sempre nella nuvola, esattamente come faceva il vecchio iDisk? In realtà qualcosa di simile è già presente in iCloud, il problema è che si tratta di una funzione non pubblicizzata e soprattutto nascosta.

In OS X Lion aprite il terminale e inserite il comando: chflags nohidden ~/Library/. Questo vi permetterà di visualizzare la cartella Libreria nella directory del vostro utente. All’interno della cartella libreria potrete trovare una seconda cartella, chiamata Mobile Documents. Prendete la cartella e trascinatela nel dock o nella barra laterale del finder per potervi accedere rapidamente.

Ogni file posizionato in Mobile Documents viene automaticamente sincronizzato con la cartella Mobile Documents di un altro computer con OS X Lion sul quale iCloud è abbinato allo stesso Apple ID. Ovviamente i file vanno a riempire i 5GB che Apple fornisce gratuitamente ad ogni utente.

Viene da chiedersi a cosa stia lavorando Cupertino, con questa cartella che già fa il lavoro sporco di servizi come Dropbox, abilmente nascosta nella libreria.