La prima puntata di questa nostra rubrica iPacchi prendeva le mosse dalla segnalazione di un numero crescente di applicazioni televisive presenti nella classifica dell’App Store per iPad tanto mal realizzate quanto inspiegabilmente popolari.
A tre mesi di distanza dobbiamo constatare, purtroppo, che quella tendenza (“deriva televisiva” l’abbiamo chiamata) non solo non si è invertita, ma è continuata e forse pure peggiorata. A turno, mese dopo mese, varie altre applicazioni analoghe a quelle di cui scrivevamo hanno scalato la classifica delle app più vendute. Alcune meglio realizzate e, per quanto poco originali, comunque funzionanti. Altre, come questa Tv Italia Premium, decisamente più “torbide”. E c’è di più, perché lo sviluppatore (o sviluppatrice), Shahla Ghrhchori, è un nome già conosciuto dai censori Apple a livello internazionale.
Abbiamo come al solito immolato 0,79€ per acquistare TV Italia Premium e capire più da vicino quanto ci sia di vero nella descrizione mirabolante dell’applicazione e abbiamo riscontrato, come era lecito aspettarsi, la solita app televisiva clone: una lunga lista di canali nazionali, molti dei quali non funzionanti.

La critica che più spesso sento rivolgere all’iPad si può riassumere nella frase: “va bene per giocare, ma non per lavorare”.
Come scriveremmo se fossimo in una rubrica della Settimana Enigmistica, “Forse non tutti sanno che” fino a una decina di anni fa il logo Apple sul line up di portatili dell’azienda era “rovesciato”. Un immagine vale più di mille parole: ecco ad esempio, qui a sinistra, il PowerBook G3 di Wozniak in una foto della fine dello scorso decennio.

I CEO di Apple e Samsung
Dopo un ritardo di un paio di mesi arriva finalmente sul mercato internazionale l’iRig MIX, il mixer per DJ compatibile con iPhone, iPad e iPod realizzato dalla modenese IK Multimedia.
A un paio di giorni dall’ufficializzazione del suo