Le polemiche sullo sfruttamento da parte di Foxconn dei lavoratori cinesi che assemblano i prodotti Apple sono andate attenuandosi con il passare delle settimane. L’impegno di Apple nell’affrontare la questione si è fatto decisamente più evidente, grazie anche ad un notevole dispiegamento di forze mediatico necessario per rispondere alle inchieste del New York Times, e non è sfumato con il naturale decadimento dell’attenzione riservata all’argomento dagli agenda setter del settore tecnologico.
Reuters segnala infatti un’altra iniziativa intrapresa da Apple e Foxconn dopo le recenti ispezioni degli stabilimenti affidate alla Fair Labor Association: stando a quanto dichiarato dal CEO di Foxconn, Terry Gou, l’azienda cinese e Apple si spartiranno i costi necessari al miglioramento delle condizioni di lavoro
dei dipendenti cinesi.
Uno dei passaggi più famosi e controversi della biografia di Steve Jobs di Walter Isaacson è certamente quello in cui il co-fondatore Apple ne dice di cotte e di crude su Android, concludendo che avrebbe “speso fino al suo ultimo respiro, se necessario, e ogni centesimo che Apple ha in banca” per distruggere il sistema operativo mobile di Google, reo di aver copiato spudoratamente iOS.
