Quale sarebbe stata l’interfaccia di iOS su iPhone nell’Anno Domini 1986, il periodo in cui faceva figo andare in giro con un radiocitofono come quello di Gordon Gekko? “Repponen” ha provato ad immaginarlo ed il risultato è questo curioso mash-up anacronistico e retrofuturistico fra un’improbabile sistema operativo di allora e l’hardware di oggi. E’ curioso notare come la qualità dello schermo e il rendering delle immagini ricordi molto da vicino la tecnologia e-ink del Kindle.
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Negli ultimi anni, mentre a Cupertino innovavano, investivano in ricerca e sviluppo, creavano posti di lavoro quando nel resto del pianeta si ricevevano lettere di licenziamento, altre aziende, piccole e grandi non in grado di stare al passo con Apple, preferivano scopiazzare i prodotti designed in California o intentare cause legali sulle cose più disparate.
Gli Ultrabook impensieriscono Apple e sono una seria minaccia per le vendite del MacBook Air? I numeri sembrano suggerire che la risposta a tale domanda sia un secco “no”.

Non azzardatevi ad usare il nome iTV. Così potrebbe essere riassunto l’ammonimento che la
Apple ha risposto pubblicamente alle inchieste del New York Times sulle condizioni dei lavoratori cinesi che producono iPhone ed iPad e l’ha fatto annunciando, con un comunicato diffuso pochi minuti fa, l’avvio delle ispezioni presso le fabbriche Foxconn da parte della Fair Labor Association.
