Continuano le azioni di attivisti di Greenpeace contro Apple, con lo slogan “How Clean is Your Cloud?” (Quant’è pulita la tua nuvola ?).
A Cupertino hanno proiettato grandi immagini sull’edificio principale della Apple. Quattro attivisti si sono vestiti da iPhone e via dicendo con azioni clamorose che meriterebbero bersagli più credibili. Peccato che tanto attivismo (probabilmente sincero) sia usato così male, e indirizzato contro il bersaglio sbagliato. Azioni ad effetto, “Quant’è pulita la tua nuvola ?”. Ma quant’è pulita la protesta?

Se seguite le pubblicazioni Apple internazionali (e nazionali) con assiduità e attenzione ci sono delle buone possibilità che abbiate già sentito parlare più volte del DigiTimes, una pubblicazione Taiwanese che spesso e volentieri è fonte di numerosi rumor e indiscrezioni sulle strategie e sui prodotti Apple. Per quanto il sito venga spesso citato, è chiaro a tutti che il suo storico è tutt’altro che positivo quando si tratta di azzeccare previsioni. E non è difficile capire il perché: molti dei rumor pubblicati, i quali deriverebbero da “fonti” interne alla catena produttiva, sono palesemente improbabili e totalmente prive del minimo “buon senso”.


Nelle settimane che hanno fatto seguito alla scoperta della botnet di
Se non avete ancora migrato il vostro account MobileMe ad iCloud perché uno (o più di uno) dei vostri dispositivi non è compatibile con la nuova versione del servizio online di Apple, ci sono buone notizie. Apple ha confermato che gli indirizzi Mobile Me @me.com e @mac.com continueranno ad essere attivi anche dopo la scadenza del 30 di giugno.
La prima “infornata” di