
Apple ama la privacy e la sicurezza. Questo è un dato di fatto. Ma fino ad oggi l’azienda di Cupertino si è sempre rivolta ad aziende esterne per proteggere i suoi eventi e prototipi. Da oggi le cose sono destinate a cambiare.

Apple ama la privacy e la sicurezza. Questo è un dato di fatto. Ma fino ad oggi l’azienda di Cupertino si è sempre rivolta ad aziende esterne per proteggere i suoi eventi e prototipi. Da oggi le cose sono destinate a cambiare.

Anche se Tim Cook non riesce a nascondere i nuovi modelli di iPhone dagli occhi di leaker curiosi, Apple continua ad applicare uno stringente protocollo di sicurezza. Lo dimostra anche l’accordo di non divulgazione che sono costrette a firmare le aziende che accettano di collaborare con Apple. Un accordo come questo è stato reso pubblico in queste ore grazie alla bancarotta di GT Advanced Technologies.

Una pericolosa vulnerabilità si annida in OS X Yosemite. A scoprirla è stato un hacker svedese, che ha spiegato come il bug permetterebbe ad un malintenzionato di prendere il controllo del computer.
La California è diventata il primo stato che richiede che in ogni smartphone venduto sia incluso un software di sicurezza contro i furti, abilitato di default. È Jerry Brown, governatore dello stato, a decidere la cosa lunedì scorso. Il “kill switch“, questo il nome con cui ci si riferisce alla misura di sicurezza in questione, consente a un utente di bloccare il suo smartphone in caso di furto, rendendolo di fatto inutilizzabile.
A Maggio ci aveva già pensato il Minnesota a fare una cosa simile, ma, a differenza della California, la legge lì non richiedeva che la funzionalità fosse attivata di default – una distinzione che viene sottolineata più volte da coloro i quali appoggiano la cosa in California.
Ve ne parlavamo qui solo due giorni fa. In soldoni c’era uno scienziato forense, tale Jonathan Zdziarski, che sosteneva l’esistenza di diversi processi nascosti, in iOS, atti a “spiare” l’utente e inviare informazioni sensibili ad Apple (e di conseguenza, se fosse servito, a qualsiasi ente governativo ne avesse fatto richiesta). Insomma, leggetevi l’articolo linkato qui sopra per saperne di più.
Apple però non ci sta affatto a queste accuse, e pubblica un documento che spiega nel dettaglio le tre capacità diagnostiche presenti nel sistema operativo mobile.

Due hacker russi, accusati di avere “dirottato” da remoto gli iPhone di ignari utenti, sono stati arrestati nelle ultime ore. Gli hacker sono accusati di avere preso il controllo dei dispositivi utilizzando Find my iPhone, e di avere chiesto agli utenti il pagamento di una ricompensa in cambio dello sblocco del dispositivo.
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Sono sette anni che gli hacker di tutto il mondo si riuniscono al PWN2OWN per cercare di bucare sistemi operativi e programmi alla ricerca di falle di sicurezza che un malintenzionato potrebbe utilizzare per scopi tutt’altro che nobili. Safari e iOS sono spesso nella lista dei software che i concorrenti possono provare a bucare, accompagnati da Internet Explorer, Chrome, Firefox e Flash. Quest’anno Safari è stato bucato durante il secondo giorno dell’evento da un team di esperti della Cina. E proprio loro assicurano: OS X è il sistema più sicuro.

Apple è messa sotto accusa per la falla di sicurezza presente in iOS e OS X che avrebbe permesso a un malintenzionato di infilarsi, ad esempio, nella comunicazione tra un iPhone una rete WiFi. Se con il vostro telefono Android tra le mani pensate di potervela cavare, ci pensa Sundar Pichai, capo di Android a Google, a farvi abbassare la cresta.
Avete perso iPhone? Potete sempre usare Find my iPhone. Se avete attivato la funzione sul vostro dispositivo perduto, potete bloccare iPhone e costringere il malintenzionato a sfruttare il device come fermacarte (o riconsegnarvi il telefono). Per disattivare Find my iPhone dal vostro telefono, infatti, il ladro deve conoscere la password del vostro Apple ID. O almeno dovrebbe, visto che un bug di iOS 7 permette di aggirare questa misura di sicurezza.

Sono passati oltre sei mesi da quando Edward Snowden ha reso noti i piani di spionaggio della National Security Agency, ma continuano ad arrivare notizie riguardo le tecniche utilizzate dall’agenzia per mettere le mani sulle informazioni private di milioni di persone. L’ultima novità riguarda le app per iPhone.
I dirigenti di Apple non amano farsi intervistare per chiacchierare amabilmente del loro lavoro a Cupertino. In occasione del trentesimo compleanno del Mac, però, Tim Cook, Craig Federighi e Bud Tribble hanno incontrato una troupe della ABC per rispondere ad alcune domande sul futuro di Apple, Mac Pro e la National Security Agency.

Furti e scippi per le strade delle grandi città? La soluzione è nelle mani di Yellow Jacket, o meglio, nelle vostre, grazie al nuovo case con taser per iPhone.

Cryptocat è una applicazione che permette di inviare e ricevere messaggi in forma criptata. Dopo due anni in cui Cryptocat ha cercato di tenere gli occhi indiscreti fuori dai vostri messaggi, sta ora facendo fatica a farsi accettare su App Store.

Nella giornata di lunedì il CEO di Apple Tim Cook si è seduto ad un tavolo con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e altri 15 dirigenti della Silicon Valley per parlare di HealthCare.gov, il sito della riforma Obamacare che ha visto un lancio a dir poco fallimentare, e le questioni di privacy e sicurezza legate alla NSA che stanno molto a cuore ai dirigenti di queste aziende.

In molti attendono il Jailbreak di iOS 7, ma Apple ha dimostrato che le recenti versioni del suo sistema operativo mobile non sono semplici da bucare come lo erano in passato. Benché alcune voci di corridoio dicano che il punto debole di iOS 7 sia stato trovato, e che il jailbreak sia dietro l’angolo, prove che questo sia vero rimangono nascoste. E a questo si aggiunge una notizia della scorsa settimana secondo cui un membro del team degli Evad3rs avrebbe venduto i segreti dell’exploit di iOS 7 a un privato.

Le vecchie versioni di Safari, il browser per Mac sviluppato da Apple e fornito con ogni copia di OS X, salvano le credenziali di accesso ai siti (login e password) in forma non criptata e facilmente leggibile da chiunque. L’accusa arriva direttamente da Kaspersky, azienda specializzata in sicurezza software.

Touch ID scansiona il dito dell’utente di iPhone 5s per dargli l’accesso al telefono o per permettergli acquisti sugli store di Apple. Ora iMore e mendmyi, una compagnia specializzata in riparazioni, hanno fatto a pezzi Touch ID per scoprire quali segreti nasconde.
Con un nuovo OS arrivano nuove vulnerabilità. È quello che è successo anche con iOS 7. Stando a Jose Rodriguez, che ha fornito un video dove la vulnerabilità viene mostrata alla celebre rivista Forbes, una semplice serie di azioni eseguita sulla schermata di sblocco di iOS 7 permette di accedere al telefono senza conoscere il codice per lo sblocco.