Yosemite: nuove funzionalità di sicurezza bloccano gli SSD

di Pasquale Cacciatore 6

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Come accade sempre per ogni aggiornamento del sistema operativo, anche per la versione test di Yosemite si iniziano a sperimentare alcuni problemi per funzionalità hardware: nel caso specifico, gli hard disk a stato solido (SSD).

Il problema di Yosemite è relativo al comando Trim, ovvero quello che, inviato dal sistema operativo all’hard drive, permette di monitorare le parti “vuote” dello SSD; il tutto sarebbe correlato all’introduzione di nuovo driver in questa nuova versione 10.10 di OS X, chiamato kext signing.

Kext signing analizza tutti i driver di sistema per controllare che siano stati autorizzati da Apple, e se individua un driver di terze parti che tenta di interagire con la macchina ne blocca il caricamento. Ovviamente, i driver di terze parti degli SSD rappresentano per il nuovo sistema di sicurezza di Yosemite un potenziale pericolo, da cui l’impossibilità di attivare Trim – perlomeno in modo intuitivo – .

I primi a pubblicare un resoconto dell’esperienza con gli SSD sul nuovo sistema operativo di Cupertino sono stati gli sviluppatori di Cindori Software, che hanno anche progettato un software per riabilitare Trim anche su Yosemite – esponendo, però, in questo modo il sistema a pericoli -.
Rimane, comunque, il problema di fondo principale, ovvero la sempre maggior chiusura del sistema operativo, con praticamente il controllo assoluto di Apple nei confronti di tutto l’hardware che si può interfacciare con il Mac.
Su documenti ufficiali si legge che “una estensione del kernel autorizzata può essere creata solo con una certificazione fornita da Apple come parte del loro programma annuale per sviluppatori a 99$, con le parti interessate che devono compilare uno speciale form in cui indicano il perché della richiesta; le certificazioni kext sono fornite solo su richiesta e dopo approvazione“.

Insomma, se in questo modo Apple garantisce maggiore sicurezza agli utenti del Mac, rendendo l’esperienza OS X sicura davvero per tutti, in questo modo limita molto gli utenti professionali che continuano ad utilizzare il Mac per scopi che vanno oltre l’utilizzo basic dell’utenza media.

Vedremo se nella versione finale Apple inserirà un metodo più semplice per bypassare o quantomeno limitare il blocco di terze parti come visto su queste prime versioni di Yosemite; insomma, nei vecchi ad l’azienda di Cupertino ironizzava sul “Rifiuta o autorizza?” di Windows Vista, ma adesso c’è da chiedersi: arriverà davvero il momento in cui sarà necessario effettuare il jailbreak anche del Mac?