Nella fervida attesa che l’iPhone giunga finalmente anche qui in Italia, la Apple comunica che il limite massimo di pezzi acquistabili da un privato negli Store d’oltreoceano passa da tre a cinque.
Poco più di un mese fa la decisione di Cupertino di cambiare la propria politica di marketing (e di sicurezza) relativa alla vendita degli iPhone negli USA ha fatto scalpore e ha fatto il giro del mondo.
In realtà tale scelta è stata dettata dal tentativo di arginare il fenomeno degli iPhone sbloccati e venduti al di fuori degli USA.

Il nome di Apple è legato a doppio filo, nel male ma soprattutto nel bene a quello del suo fondatore

internazionale che ha battezzato quella che possiamo ormai definire un’opera d’arte.
Vi siete mai chiesti cosa resterebbe di Oscar Wilde o Jim Morrison se non avessero mai pronunciato le loro frasi più famose, che tutti almeno una volta abbiamo letto o scritto sui diari delle superiori, che sono state riprese dalla comunicazione di massa e si sono trasformate in slogan di cui spesso s’ignora l’origine? Resterebbero certamente grandi opere letterarie e pagine della storia della musica rock, ma mancherebbe quel quid che mitizzi in maniera immediata e globalmente riconosciuta la figura e l’esistenza di questi personaggi, forse semplificandone le complessità ma certamente delineandone il pensiero e la forma mentis in un ottica di fruizione immediata. Forse è presto per parlare in questi termini di Steve Jobs, anche perché per fortuna è ancora vivo e vegeto e non riposa al