
Non a caso la grande popolarità dei MacBook Air, che a differenza dei MacBook Pro e Mac desktop non possono godere della coesistenza fra SSD e HD tradizionale più capiente, ha reso nuovamente attuali una serie di “vecchi” stratagemmi salva spazio finalizzati a liberare lo spazio su disco e ha promosso una rinnovata “accortezza” nella gestione dei file di cui ci eravamo in parte dimenticati dopo anni “GB meccanici” a prezzi stracciati.
Kirk McElhearn, su MacWorld, suggerisce ad esempio di tenere d’occhio la cache di Dropbox, annidata in una cartella nascosta all’interno della directory principale del servizio e pronta, in alcuni casi, a “gonfiarsi” oltremodo.
Il modo in cui McElhearn si è accorto della eccessiva pesantezza della cache in questione è un esempio calzante di questa “nuova accortezza”. Un improvviso, non giustificato, calo dello spazio disponibile sul suo MacBook Air lo ha spinto ad indagare sulle cause.
Una volta eliminati i “soliti sospetti” come i file di swap, rimaneva una cartella particolarmente grande all’interno della sua directory Dropbox: .dropbox.cache.
Ben 8GB di dati: un niente sull’Hard Drive da 1TB di un iMac, un enormità sul SSD da 128GB (o 256GB) di un MacBook Air.
A far lievitare la cartella, il versioning di un singolo progetto condiviso con i colleghi.
Se anche voi volete controllare la cache accumulata da Dropbox sul vostro Mac, per prima cosa attivate la visualizzazione dei file nascosti:
defaults write com.apple.Finder AppleShowAllFiles YES && killall Finder
Aprite poi la vostra cartella Dropbox e, in alto fra i primi risultati, individuate la cartella .dropbox.cache e controllate quanto spazio occupa. Eliminate il contenuto alla bisogna.
Per evitare di avere continuamente fra i piedi i file nascosti rendeteli poi nuovamente invisibili:
defaults write com.apple.Finder AppleShowAllFiles NO && killall Finder
Grazie a @fabiomacori per la segnalazione.