
Come ben sappiamo, in Snow Leopard il “vecchio” QuickTime Player 7 è diventato opzionale, mentre di default viene installato il nuovo QuickTime X.

Come ben sappiamo, in Snow Leopard il “vecchio” QuickTime Player 7 è diventato opzionale, mentre di default viene installato il nuovo QuickTime X.
L’approvazione del piano di recupero per il salvataggio della Grecia ha avuto un effetto benefico

A poche settimane di distanza dall’introduzione dei nuovi MacBook Pro, domani potrebbe essere il giorno del MacBook Air. Il portatile più sottile e leggero mai prodotto da Apple non riceve un aggiornamento hardware da giugno dello scorso anno.
La notizia proviene dalla stessa fonte che circa un mese fa informò Macworld riguardo l’imminente presentazione di nuovi modelli di MacBook Pro. Secondo tale fonte, il nuovo modello di MacBook Air sarà identificato dalla sigla MC516LL/A K87 BETTER BTR-USA. I modelli attuali del portatile ultraleggero della Mela sono identificati dai codici MC233LL/A e MC234LL/A.

Apple potrebbe decidere di rendere gratuito il servizio MobileMe, ad oggi acquistabile con una sottoscrizione annuale di 79€. L’indiscrezione è stata diffusa da MacDaily News, e ci tengo a precisare che si tratta di nulla più di un sussurro nei corridoi del MacWeb. MobileMe, per chi non lo conoscesse, è quel pacchetto di servizi online offerto da Apple che mette a disposizione una casella email @me.com, fornisce la sincronizzazione Push di calendari, contatti, foto e file fra Mac, iPhone, iPad e PC, e permette di sfruttare alcuni servizi accessori come Find My iPhone (o Find my iPad), utile per rintracciare la posizione di un dispositivo smarrito.
Per quanto le funzionalità offerte non siano affatto male e non vi siano proposte della concorrenza così complete, MobileMe è nato sotto una cattiva stella ed allo stato attuale è ancora un piccolo lusso che si permette solo una parte minoritaria di chi compra un Mac, e soprattutto un iPhone o un iPad. La sottoscrizione annuale rimane lo scoglio psicologico più difficile da superare.

Poche ore fa Apple ha avviato i pre-ordini dell’iPad anche in Italia. Le uniche novità sui prezzi riguardano gli accessori, mentre per quanto riguarda i piani tariffari per il modello 3G si sa già qualcosa di più sui piani offerti a Vodafone e H3G. Curiosamente nella pagina di descrizione dell’iPad 3G Apple elenca solamente Vodafone e 3 come carrier che offriranno piani tariffari. Non c’è traccia di TIM, che pure aveva preannunciato offerte specifiche per il nuovo dispositivo.

Apple ha aperto i pre-ordini dell’iPad sull’Apple Store italiano. I prezzi sono quelli che già conosciamo (da 499€ a 799€ a seconda del modello). Disponibili per il preordine anche gli accessori, con i seguenti prezzi:
Con 99€ si può acquistare anche il nuovo Apple Care Protection Plan per iPad che estende la garanzia del prodotto fino a due anni dalla data dell’acquisto.
Chi ordina online può solamente farsi spedire a casa l’iPad, che secondo il sito verrà consegnato il 28 maggio; non sembra essere disponibile alcuna opzione di pick-up presso gli Apple Store.
In base a quanto riporta MacRumors, Yahoo ha pubblicato qualche giorno fa i risultati di alcune ricerche effettuate per definire meglio il profilo della popolazione che utilizza iPad, in base ai dati degli utenti relativi all’accesso alle pagine Web del portale.
Secondo le statistiche, al momento la popolazione maschile che visita il network di Yahoo è il doppio di quella femminile; se questo dato dovesse risultare abbastanza scontato, con un po’ di stupore (forse non più di tanto) scopriamo che la maggior parte degli utenti viene collocata nella fascia tra 30 e 54 anni (con un picco in corrispondenza della fascia di età che va dai 35 ai 44 anni), almeno in questa prima fase di vendite.


I risultati dell’indagine Alphawise di marzo 2010 condotta da Katy Huberty hanno portato alla luce che il 44% dei possessori di iPad non ritiene opportuno acquistare un ulteriore notebook e che il 41% di chi ha già comprato un iPad non comprerà un iPod touch poiché sarebbe un “doppione”.
Lo scopo dell’indagine condotta dall’analista di Morgan Stanley è stato quello di cercare di capire se iPad ha potenzialità di cannibalizzazione nei confronti degli altri prodotti della Mela o se occupa una giusta fascia all’interno del mercato dei dispositivi portatili.
Un pronipote del Dottor Victor Von Frankenstein ha comprato un iPad, poi si è ricordato

Era chiaro da parecchio tempo ormai il fatto che Apple, con iPhone OS, fosse diventata uno dei competitor di maggior peso nel mondo dei videogiochi per consolle portatili. Ora il gioco si fa interessante perché sembra essersene finalmente accorta anche Nintendo.
Ieri Apple ha reso noti i prezzi di iPad in Italia e nel resto d’Europa:

Non appena Apple ha annunciato ufficialmente la disponibilità di iPad per il 28 maggio prossimo, Orange ha annunciato le proprie tariffe dati per i modelli dotati di connessione 3G per il Regno Unito.

Nokia ha sferrato un altro attacco legale nei confronti di Apple. Il produttore finlandese ha denunciato l’azienda di Cupertino presso un tribunale federale del Wisconsin Occidentale per la presunta violazione di alcuni brevetti. A questo giro i dispositivi incriminati sono l’iPad 3G e, ancora una volta, l’iPhone.
I brevetti di cui Nokia contesta la violazione ad Apple in questo caso sono relativi a “tecnologie per la trasmissione potenziata di dati e voce, all’utilizzo di dati di posizionamento nelle applicazioni e ad innovazioni nella configurazione delle antenne che permettono una migliore performance e consentono di ottenere dispositivi più piccoli e più compatti”.

Qualche giorno fa su Engadget è uscito un interessante articolo di Nilay Patel riguardante il codec H.264, le licenze che lo riguardano e cosa questo comporti per noi utenti finali. La questione è tutt’altro che semplice e Patel la affronta con grande esperienza. Cercherò, per quanto possibile, di riassumere brevemente i punti salienti del suo articolo.
Apple ha annunciato ufficialmente quest’oggi che l’iPad sarà disponibile in Australia, Canada, Francia, Germania, Italia,

Il tempo è tiranno, lo si sa, e purtroppo non ho più tutto il tempo che avevo una volta da dedicare al mio hobby “elettronico”, ovvero quello di provare decine e decine di applicazioni per iPhone. Ormai, dopo la nascita della mia secondogenita, tutto quello che riesco a fare, a parte cambiare pannolini, somministrare biberon a qualsiasi ora del giorno e della notte, ed emettere strani suoni per farla sorridere, è quello di sfogliare le descrizioni delle applicazioni in testa alla classifica, sia gratuite, sia a pagamento, alla ricerca della chicca da scaricare.
Un paio di giorni or sono mi è caduto l’occhio su un’applicazione che promette di trasformare la fotocamera dell’iPhone in una da 7 megapixel. Mi sono detto che era senza dubbio la solita bufala, non si possono trasformare le pere in mele e solo Nicolas Flamel, tra leggenda e fantasia di J. K. Rowling, è riuscito a mutare il piombo in oro. Tuttavia il fatto che l’applicazione era nella top-10 (attualmente è quinta) ha acceso la mia curiosità, così sono entrato a vedere la descrizione e i commenti degli utenti.
Ecco un altro esempio dei ridicoli eccessi puritani di iTunes. Questo è il trattamento riservato
Al WWDC 2010 non c’è già più posto. In 8 giorni Apple ha registrato il
Quella di ieri è stata una pessima giornata per i mercati borsistici internazionali (quelli europei
Un brevetto interessante descrive quello che potrebbe essere un nuovo metodo utilizzato dai prossimi iPhone per il riconoscimento dei legittimi proprietari.
Secondo quanto riporta AppleInsider, il brevetto rivelato dall’USPTO durante questa settimana mostra le caratteristiche di un sistema di sicurezza integrato in grado di riconoscere gli utenti attraverso il loro battito cardiaco, grazie ad un componente hardware dedicato.

“Stiamo buttando nel cestino tre anni di sviluppo Flash e scommettendo l’azienda su HTML5 perché riteniamo che HTML5 offra una esperienza di lettura drasticamente superiore rispetto a Flash. Ora ogni documento può diventare una pagina Web.”
Con queste parole Jared Friedman, co-fondatore e CTO di Scribd (tool online di condivisione di documenti e presentazioni), ha confermato a Tech Crunch la decisione dell’azienda di passare totalmente ad HTML, abbandonando il player Flash ad oggi utilizzato per permettere agli utenti di visualizzare e condividere documenti e slides.
Nel frattempo anche Opera Software, l’azienda che sviluppa l’omonimo browser, ha detto la sua su Flash e in particolar modo su come l’utilizzo della tecnologia di Adobe per la riproduzione dei video online “abbia davvero poco senso”.