iPad mini, o non iPad mini, questo è il dilemma

di Andrea "C. Miller" Nepori 11

Nel corso delle ultime settimane sono tornate alla ribalta le indiscrezioni sul possibile lancio di un iPad mini. Ne hanno parlato, con una certa autorevolezza, il Wall Street Journal e Bloomberg, mentre ora dice la sua su questa ipotesi anche John Gruber di Daring Fireball, uno degli Apple-related blogger con le fonti migliori su piazza.

Nel suo lungo pezzo dedicato all’argomento Gruber propone diversi spunti interessanti e offre uno sguardo d’insieme che suggerisce, anche in questo caso, che la possibilità di un’iPad mini non è in fondo così remota.

Un iPad più piccolo

Quel che traspare, in primis, è che le fonti di Cupertino parlano espressamente di questo prodotto e vi fanno riferimento espressamente come iPad mini, e non come iPod touch gigante, una possibilità che in diversi avevano addotto per “giustificare” l’introduzione di un tale prodotto.

In secundis è interessante la precisazione sulle dimensioni. Non si tratterebbe di un tablet da 7 pollici, perché le dimensioni dello schermo sarebbero molto più vicine agli 8” diagonali. Un’approssimazione più precisa di quella che siamo abituati ad operare per l’iPad “da 10 pollici”, che in realtà ha un display da 9,7” diagonali.

Il peso delle parole di Steve

Il nocciolo della questione, che Gruber non manca di affrontare con decisione, è costituito dalle parole con cui Steve Jobs minimizzo l’impatto dei competitor dell’iPad con schermi da 7” pollici, nel 2010.

Quelle parole erano chiare ed esponevano questi punti di criticità:

  • 7 pollici non offrono il 70% dello spazio offerto da uno schermo da 10”, ma solo il 45%, perché la misura è sulla diagonale.
  • Lo spazio offerto da un tablet da 7” non è sufficiente per creare delle buone applicazioni
  • Tutte le possibili ottimizzazioni sono inutili “a meno di non includere anche della carta abrasiva nella confezione”, che gli utenti dovrebbero usare per limarsi le falangette fino ad un quarto della loro dimensione
  • Apple ha fatto molti test di usabilità ed ha stabilito che 10” è la dimensione ottimale
  • Un utente tablet è anche un utente smartphone. Un tablet da 7” non sarebbe competitivo né con un tablet da 10”, che offre più spazio utile, né con un smartphone da 3,5”, che offre maggiore portatilità

Riuscire a trovare le ragioni per cui Apple potrebbe contraddire il Jobs-pensiero e lanciare un iPad da 7” è in fondo il problema dei problemi.
Se Steve fosse ancora di questa Terra, probabilmente non ci stupiremmo di assistere ad una delle inversioni ad U concettuali che spesso hanno caratterizzato la sua carriera.
La sua assenza e la sua pesante eredità rendono il tutto molto più difficile.

No U Turn?

Ci sono però, indubitabilmente, alcuni aspetti che potrebbero legittimare un cambio di strategia in questo senso.
Le parole di Steve erano riferite espressamente ai competitors come il Galaxy Tab, che costavano come l’iPad di allora e offrivano, con i loro 7”, molto meno.

L’aspetto del prezzo, oggettivamente, non è secondario. Un tablet da 7” che costa come l’iPad e pretende di essere migliore per via delle dimensioni è destinato a fallire, un analogo prodotto che però resta sotto i 200$, pur a costo di rinunciare ogni margine per chi lo commercializza (vedi il Nexus 7 di Google), ha tutt’altra ratio e merita una diversa considerazione.

Quello che non ha senso pensare, lo abbiamo detto molte volte, è che Apple possa presentare un iPad mini per contrastare direttamente la concorrenza. Non ha senso perché, quale che sia il prodotto lanciato, l’eventuale road map produttiva avrà accumulato almeno un anno e mezzo di tentativi di sviluppo e prototipazione. E un anno e mezzo fa di un Google tablet da 7” parlava forse solo qualche rumor lontano e non degno di considerazione.

Da quelle “pesanti parole” sono passati quasi due anni, durante i quali molto è cambiato. E del resto la capacità di contraddirsi nel giro di poco, ammettere che prima si aveva torto o che il contesto richiede un cambio totale della propria visione, sono caratteristiche di Steve Jobs che Tim Cook ha sempre stimato. Il CEO Apple lo ha detto anche in occasione della sua recente intervista alla D Conference.

In questi termini un cambio di rotta rispetto alle dimensioni dell’iPad o della focalizzazione su un singolo modello, può in effetti rientrare nell’ambito del possibile. Soprattutto se si pensa che con la propria economia di scala (anch’essa ben diversa rispetto soltanto ad un anno fa) Apple può permettersi di aggredire il mercato dei tablet “mini” con un prezzo notevolmente basso che allo stesso tempo può continuare a garantire quel margine che gli altri competitor (Amazon e Google già oggi, Microsoft in futuro) non sono/saranno in grado di ottenere.

“Cannibalizzazione” dell’iPad

C’è un ultimo aspetto da considerare, ed è quello della “cannibalizzazione” delle vendite dell’iPad “grande” da parte di un eventuale iPad mini. Gruber, nel suo pezzo, non se ne occupa, ma molti analisti hanno più volte toccato il tema.

La strategia Apple non è mai stata quella di bloccare la commercializzazione di un prodotto per paura dell’impatto che potrebbe avere sulle buone vendite di un altro prodotto dell’azienda. E’ la tattica Sony, ed è chiara a tutti la fine che ha fatto la grande conglomerata forte, un tempo, di un mega successo planetario come il Walkman.

Se cannibalizzazione dell’iPad dovrà essere, è bene che sia un prodotto Apple a “rubare quelle vendite”. Un prodotto che, grazie al proprio margine (è questo il sostanziale vantaggio), continuerà a portare profitti nelle casse di Cupertino, a differenza di quanto avviene in casa dei competitor.

Insomma, tutto sembra allinearsi correttamente perché questo iPad mini veda infine la luce. Il sottoscritto, in ogni caso, è ancora scettico. La possibilità c’è, ma vale la regola di sempre: un iPad più piccolo arriverà sul mercato solo se sarà un prodotto di cui il processo di sviluppo interno all’azienda avrà decretato la definitiva promozione.
Come tale dovrà essere giudicato quindi, esclusivamente sulla base dei propri meriti e nel momento in cui verrà commercializzato.