iPad mini, ne parla anche il Wall Street Journal

di Andrea "C. Miller" Nepori 3

I rumor sul tanto vociferato iPad mini hanno ripreso vigore dopo un “report” pubblicato da Bloomberg nei giorni scorsi, secondo il quale Apple si sta preparando ad un lancio in autunno del suo tablet da 7 pollici abbondanti.
A rincarare la dose, con un ulteriore articolo che cita fonti indipendenti, ci pensa il Wall Street Journal. Secondo il quotidiano finanziario i fornitori di componenti asiatici si stanno attivando per la produzione in massa di schermi adatti al nuovo dispositivo.
Lo scetticismo, però, è bene che continui a regnare sovrano, vista la tempistica assai curiosa di queste “notizie”.

I produttori di componentistica citati dal Journal sono due dei nomi noti che già oggi forniscono a Cupertino i display dell’iPad, vale a dire Au Optronics e LG Display.
Anche la motivazione per una mossa commerciale di questo tipo, che convince ancora poco i conoscitori della strategia Apple, è sempre la stessa che ai media piace addurre: Apple si sta muovendo per contrastare la concorrenza di Google e Microsoft.

La verità è, ed è sempre stata, un’altra: Apple non si muove mai per contrastare la mossa di un avversario. Si muove verso un percorso di innovazione che ha stabilito e deciso a priori, internamente, senza che le ingerenze commerciali e più in generale della bottom-line (le vendite dei concorrenti, per capirci) influiscano sul processo.

Questa dinamica, ad oggi, è stata talmente vivisezionata, analizzata, scansionata e diffusa, che leggere ancora questo tipo di report da parte di giornali del calibro del Wall Street Journal fa certamente sollevare un sopracciglio.

E a far sollevare pure l’altro ci pensa la tempistica, come dicevamo, della diffusione di questi rumors. Possibile che il parzialmente sopito rumor su un iPad più piccolo, con schermo inferiore agli 8 pollici, sia tornato fuori proprio quando la concorrenza ha tirato fuori prodotti analoghi (e dunque l’attenzione verso questa tipologia di dispositivi è massima)?

Le informazioni che le fonti hanno fatto pervenire a Bloomberg e al Wall Street Journal hanno tutto il sapore di leak preparati a tavolino studiati scientificamente per a)scoprire il percorso delle fughe di notizie con semplicità sfruttando un argomento caldo b) distogliere l’attenzione mediatica dalle novità dei concorrenti Apple. Due piccioni con una fava, senza alcun bisogno di mandare magari in produzione qualche batch di schermi di prova utili per qualche prototipo.

Fanta-media-tecnologia o reali dinamiche di cui siamo sempre più spesso spettatori passivi? In autunno sapremo se ancora una volta le grandi pubblicazioni avranno gridato “al lupo al lupo” o se a questo giro le indiscrezioni si riveleranno esatte. Il sottoscritto, lo avrete capito, punta il suo gruzzoletto sulla prima ipotesi.