
Il procedimento necessario per scoprire quanto asserito da The Inquirer necessita di attrezzature particolari e passa, senza mezzi termini, per la distruzione di un MacBook Pro. Il chip da analizzare va segato a metà, inglobato in un apposito composto e osservato con un microscopio a scansione elettronica equipaggiato con un sistema di microanalisi a raggi X. The Inquirer ha evidentemente deciso che fosse il caso di battere questa strada e ha proceduto alle analisi grazie all’aiuto di un team di scienziati californiani le cui generalità non sono state divulgate.
Paradossalmente queste cosiddette “cattive saldature” (bad bumps) sarebbero presenti solamente sui chip professionali. The Inquirer ha infatti proceduto ad analizzare anche il chip NVIDIA 9400M, ovvero la GPU integrata presente sui nuovi MacBook come prima unità grafica e sui MacBook Pro Unibody come unità grafica “di base” meno potente. I risultati parlano chiaro: la percentuale di stagno in questo caso è nettamente prevalente rispetto al piombo, le saldature sono “buone” e non danno problemi se portate ad alte temperature. 
Michael Hara, responsabile dei rapporti con gli investitori di NVIDIA, sostiene fermamente che sui chip analizzati l’azienda ha utilizzato un nuovo materiale composito differente dalla lega utilizzata nella realizzazione delle cosiddette “bad bumps”, implicando dunque che i risultati ottenuti da The Inquirer siano imprecisi.
La nota testata online conclude asserendo che al momento non è consigliabile acquistare un MacBook Pro di nuova generazione fino a che NVIDIA non si deciderà a produrre solo chip con le più sicure saldature eutettiche, nome tecnico delle saldature a bassa presenza di piombo. L’assunto di The Inquirer è drastico, e non può non nascere un piccolo sospetto: come mai darsi così da fare, tanto da scomodare un intero team di scienziati con accesso a strumentazioni super-costose, al solo fine di sfidare un’azienda ad una gara di credibilità? Dobbiamo considerare che la ricerca condotta da The Inquirer sia totalmente spassionata e non nasconda alcun interesse?
In ogni caso i recenti problemi che hanno interessato i MacBook Pro di alcuni utenti-videogiocatori (schermo improvvisamente nero e crash del computer durante il gioco) e di cui vi abbiamo già parlato non depongono a favore di NVIDIA. The Inquirer fa esplicito riferimento a questo tipo di problemi, citandoli come prove di quanto asserito scientificamente. Apple al momento si astiene dal commentare.
La domanda adesso è: che fare? Fidarsi dell’articolo di una pur autorevole testata online o guardarsi intorno e notare che in effetti coloro che hanno avuto i problemi descritti sono pochi e hanno ottenuto per la maggior parte la sostituzione dell’hardware presumibilmente difettoso?