Laptop Hunters: Microsoft fa retromarcia

di Andrea "C. Miller" Nepori 15

La settimana scorsa il COO di Microsoft Kevin Turner diceva di aver ricevuto una delle più eccitanti chiamate della sua carriera. Un avvocato incaricato da Apple aveva formalmente chiesto all’azienda di Redmond di rivedere gli spot della serie Laptop Hunters perché i prezzi dei Mac mostrati negli ad non rispecchiano il reale costo dei computer.
Turner ha pensato bene di fare il gradasso giurando di fronte ad una platea di partner Microsoft riuniti per un meeting a New Orleans che mai e poi mai avrebbe accettato di modificare gli spot. A suo parere i Laptop Hunters hanno colpito nel segno e stanno dando i loro frutti.
Sta di fatto che a nemmeno una settimana da quella dichiarazione uno degli spot, quello di Sue e Lauren è stato rieditato per eliminare la parte in cui la ragazza parla alla madre di un MacBook Pro base da 2000$ (il video originale è stato rimosso da YouTube).

Ad accorgersi della novità il sito Advertising Age. Kevin Turner in ogni caso farebbe bene a rivedere le proprie posizioni sull’efficacia di spot grossolani e poco precisi come quelli della serie Laptop Hunters. Non è dato sapere dove sia il beneficio di questa campagna pubblicitaria costata centinai di milioni di dollari. L’ultimo trimestre per l’azienda di Redmond è stato disastroso con perdite che non si erano mai registrate nella storia dell’azienda.

Come già notavamo ieri è proprio l’atteggiamento di gente come Turner e Ballmer che sta danneggiando Microsoft dall’interno. Tipici professionisti del doppio petto con una mentalità manageriale da venditori che pongono al primo posto il profitto e se ne fregano bellamente della user experience dei propri utenti finali. Questa è la Microsoft del secondo decennio del nuovo millennio. Facciamoci l’abitudine.