Apple ha chiesto a Microsoft di modificare gli spot Laptop Hunters

di Andrea "C. Miller" Nepori 30

Gli spot della serie Laptop Hunters non piacciono ad Apple. L’azienda di Cupertino avrebbe chiesto all’azienda di Redmond tramite un legale di rettificare o fermare la trasmissione degli ad della campagna. Il motivo è semplice: i prezzi dei prodotti Apple presentati negli spot non sono veritieri e spesso sono tratti da listini ormai non più in vigore.

A darne l’annuncio un galvanizzato Kevin Turner, COO di Microsoft, durante una conferenza per i partner Microsoft tenutasi ieri a New Orleans. Il dirigente di Redmond dice di non aver dato peso alla richiesta e conferma che gli spot continueranno a girare sui canali statunitensi.

Il significato di questa reazione di Apple è interpretabile in maniera diversa a seconda dei punti di vista. Secondo Turner Apple per la prima volta si sente minacciata dagli spot di Microsoft e per questo ha risposto contrariata e per vie legali. Curioso che a dire questo sia un alto dirigente di un’azienda che pur detenendo un vastissimo market share ha speso milioni per dare contro ad un’azienda dieci volte più piccola in termini di penetrazione del mercato.

Qui il punto è semplice. Gli spot di Microsoft sono scorretti e ingannevoli. E’ pubblicità comparativa in cui il prodotto della concorrenza viene sminuito in maniera truffaldina e vengono fornite informazioni non vere. Si tratta di semplice rispetto dell’etica professionale.

Non è forse molto più curiosa la posizione di Microsoft? Un elefante che si spaventa a tal punto alla vista del (presunto) topolino tanto da innescare una guerra di marketing unilaterale e denigratoria dai costi esorbitanti? Impegnare denaro e risorse per non ripetere l’errore chiamato Vista non era forse una strategia migliore?
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