La Apple del 2013 viaggia in ritardo o prepara grosse novità?

di Andrea "C. Miller" Nepori 7

Di questi tempi, lo scorso anno, Apple aveva già introdotto almeno quattro novità di rilievo: iBooks Author, l’iPad di terza generazione, la nuova Apple TV (take 3) e l’anteprima di Mountain Lion.
Ad oggi, invece, i primi tre mesi del 2013 li possiamo archiviare senza particolari riserve, fatto salvo uno speed bump dei MacBook Pro Retina / MacBook Air e l’aggiornamento 6.1.3 di iOS.
Qual è il motivo di questo “anomalo” silenzio stampa di Cupertino? E’ forse dovuto al fatto che la maggior parte degli annunci importanti per il semestre è avvenuta verso la fine del 2012, oppure Apple sta lavorando a pieno regime a novità così importanti da sottrarre ogni risorsa ai “progetti minori”?

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Qualche cambiamento importante nelle road map annuali per la release di nuovi prodotti deve essere sicuramente avvenuto. Nel 2011 ad aprile Apple aveva già presentato un nuovo iPhone 4 CDMA, l’iPad di seconda generazione ad un anno dal lancio del primo modello e il MacBook Pro Early 2011. Gli eventi dei primi mesi del 2012 già li abbiamo visti, e ad essi possiamo aggiungere, volendo, l’annuncio del piano di dividendi e di stock buyback, per quanto la faccenda non interessasse più di tanto gli utenti consumer.

Nessun Major Announcement

Avanti veloce fino ad oggi ed eccoci qui, in attesa di qualche segnale di fumo da Cupertino. Un paio di campagne pubblicitarie “programmate” hanno spinto sulle caratteristiche che “rendono unici iPhone e iPad” rispetto alla concorrenza, non a caso in concomitanza con il lancio del Samsung Galaxy S4 da parte di Samsung. Sul fronte mediatico non ci sono stati altri movimenti degni di nota.

Nessuno si aspettava un nuovo iPad a marzo, naturalmente: l’ultimo aggiornamento risale ad ottobre, e già allora il precoce pensionamento dell’iPad di terza generazione, vecchio di soli sette mesi, era stato accolto con più di una critica. Lo stesso vale per l’iPhone 5, che “vecchio” di soli 6 mesi potrà “tirare” almeno fino alla WWDC senza alcun problema.

Questo semplice ragionamento risponde almeno in parte ai nostri dubbi, ma giustifica solamente l’assenza di grandi eventi e major announcement solo per i prodotti di punta.

Non ci spiega, invece, per quale motivo ancora non si sia visto il nuovo Mac Pro, tanto per dirne una, che Tim Cook aveva più o meno promesso per questo periodo dell’anno. Il nuovo Mac per i professionisti, che potrebbe essere prodotto negli States, di certo non sposterà l’ago della bilancia dei profitti di Cupertino ma è un prodotto dalla forte valenza simbolica. Viene difficile pensare che Apple non abbia a disposizione i pochi uomini e le risorse da dedicare ad un prodotto ormai marginale che allo stesso tempo sarebbe perfetto per soddisfare il palato dei critici e di chi si aspetta che Cupertino “batta un colpo”.

OS X 10.9 in ritardo

Ben altra considerazione merita invece il ritardo (e in questo caso davvero si può utilizzare questa parola) di OS X 10.9.
I log di numerosi siti web ad alto traffico hanno già provato che la fase di testing del nuovo sistema operativo Apple è iniziata ormai da qualche mese ma ad oggi ancora non c’è alcun annuncio ufficiale.

Il motivo per cui era “lecito” attendersi qualche novità al riguardo in questi primi mesi è semplice: in occasione della presentazione di OS X Mountain Lion in anteprima ai giornalisti, nel febbraio del 2012, il SVP Marketing di Apple Phil Schiller aveva parlato di cicli di aggiornamento annuali anche per OS X.
Nessuna anteprima a questo giro: salvo novità nelle prossime settimane è possibile che della versione 10.9 del sistema operativo sentiremo parlare direttamente alla WWDC di giugno.

Concept iOS 7
iOS 7, un concept italiano prova ad immaginare come sarà

Qualche voce, nelle scorse settimane, aveva cominciato a girare, in effetti. Secondo una fonte attendibile come John Gruber, iOS 7 sarebbe in ritardo sulla tabella di marcia per via dei cambiamenti introdotti dalla gestione di Jony Ive.
Il designer, che dopo il licenziamento di Scott Forstall ha preso le redini di tutta la progettazione delle Human Interface per Apple, avrebbe di fatto rivoluzionato il lavoro già avviato dall’Ex SVP, causando un fisiologico allontanamento delle deadline di consegna. E questo che c’entra con OS X 10.9, direte voi? Semplice: per far fronte al problema alcuni team che stavano lavorando sull’OS desktop sono stati “dirottati” su iOS 7, per velocizzarne lo sviluppo.

Prima che qualcuno parta con la solita solfa del “se ci fosse stato Steve queste cose non sarebbero successe” è bene ricordare che qualcosa di simile è già successo eccome, nel 2007, quando il lancio dell’iPhone causò il ritardo di Leopard, proprio per lo stesso motivo: gli ingegneri software servivano al tema responsabile dello sviluppo di iPhone OS.

A questo punto scatta la domanda da un milione di dollari: è davvero soltanto iOS 7 a causare il ritardo di OS X 10.9 e, per estensione, l’assenza di novità in questa prima parte dell’anno, oppure Apple sta lavorando a qualcosa di ancora più ambizioso?
Qualcosa il cui lancio, magari, possa essere paragonato per importanza al lancio del primo iPhone, nel 2007, e giustificare così l’ingente spostamento di risorse ingegneristiche? A questo proposito suscita interesse a qualche curiosità l’assunzione da parte di Apple dell’ex CTO di Adobe Kevin Lynch e il fatto che, secondo alcuni rumors, egli possa aver preso il timone di buona parte dei team che ancora lavoro allo sviluppo del software degli iPod più recenti.

Dettaglio di un brevetto Apple relativo ad un dispositivo indossabile.
Dettaglio di un brevetto Apple relativo ad un dispositivo indossabile.

Il pensiero va subito all’iWatch, naturalmente, con una serie di indicatori (come le recenti dichiarazioni di Bill Campbell) che sembrano puntare con convinzione a possibili novità di grosso calibro in un settore che sta facendo gola anche ad altri concorrenti di Cupertino.

Qui siamo ormai nella terra della speculazione più pura. Conviene non addentrarsi ulteriormente nella giungla dei condizionali.
Limitiamoci a prendere atto che Apple, probabilmente, non ha alcuna fretta di sfornare prodotti “half backed”, mezzi cotti, e preferisce prendersi il tempo necessario per evitare altri passi falsi come quello delle Mappe, ultimo lascito di Scott Forstall che ancora pesa sul groppone di Cupertino.

E’ vero ci sono gli investitori scontenti che vorrebbero risposte, i media che amplificano ogni possibile segno di “cedimento” e la concorrenza che preme. Ma il peggio che Apple possa fare, in questo momento, è farsi condizionare da questi fattori esterni e farsi dettare il passo dalla fretta.
Attendiamo ancora e vediamo cosa riserverà il futuro. I consuntivi, del resto, si fanno a fine anno: il 2013 è ancora lungo.