
Quelli di iSuppli si sono divertiti a smontare la nuova Apple TV nel tentativo di farsi un’idea dei costi di produzione che questo “hobby” di Jobs e soci prevede; a quanto pare, se i loro calcoli sono giusti, la nuova versione di questo prodotto ha un costo di produzione che si aggira sui 64$, nettamente inferiore alla prima Apple TV che arrivava oltre i 235$.
Vediamo di capire, al di là delle caratteristiche più ovvie, quali sono gli elementi che hanno permesso di ridurre così drasticamente il costo di fabbricazione.
Innanzitutto la prima versione dell’Apple TV vantava un processore Intel Pentium che da solo costava più della nuova Apple TV (circa 68$). Inoltre, da quando Apple ha imparato a farsi i chip in casa, ha capito che può risparmiare un sacco di dollari infilando il suo versatile A4 in ogni dispositivo che lo permette.
Gli 8GB di RAM e il chip A4, infatti, costano ad Apple appena 14$ e 16,5$ rispettivamente: improponibile il paragone con il processore targato Pentium.
Ridurre così drasticamente i costi di produzione, permette ad Apple di avere una percentuale di guadagno nettamente superiore (circa il 35% rispetto al 20% del precedente modello); inoltre, se la nuova Apple TV non dovesse avere un grande successo in termini di vendite, questo inciderebbe in maniera meno significativa sui costi di Apple rispetto a prima.
Grazie ad un prezzo così aggressivo (una strategia che Apple ha adottato anche con l’iPad, proponendo un dispositivo ad un costo “quasi” concorrenziale), Jobs e soci potrebbero diventare un rivale piuttosto temuto per Google TV e altri, che proporranno, per forza di cose, prodotti più costosi (dato che la produzione si basa su componenti di terze parti) della nuova Apple TV da 99$.
Intanto, per noi poveri utenti italiani, Apple TV rimane un fermacarte un po’ troppo costoso anche così.
[Via|TheAppleBlog]