Pochi giorni prima di Natale l’Agenzia Garante della Concorrenza e del Mercato ha comminato a tre società del gruppo Apple (Apple Sales International, Apple Italia s.r.l. e Apple Retail Italia) una sanzione pecuniaria di 900.000€ per pratiche commerciali scorrette. Come probabilmente già sapete al centro della vicenda c’è l’Apple Care, l’estensione a tre anni di garanzia che Apple avrebbe sempre venduto senza informare debitamente il consumatore dell’esistenza di una garanzia di due anni sui difetti di conformità dei prodotti, limitandosi a suggerire la validità della sola garanzia di un anno (quella obbligatoria per il produttore).
In quella sede l’AGCM ha anche imposto ad Apple la pubblicazione sul proprio sito un estratto della delibera entro 90 giorni. Oggi Apple si è adeguata e ha inserito su Apple Store Online, bene in evidenza, un link (“Comunicazione a tutela dei consumatori”) per il download del PDF con l’estratto in questione.
Leggi tutto l’articolo
Torniamo a parlare di SSD (Solid State Drive) o, meglio, ad accennare a questi nuovi tipi di “dischi” di archiviazione di massa. Abbiamo visto in passato che gli SSD danno una vera accelerata al Mac, ma anche che quelli non montati direttamente da Apple all’interno dei computer designed by Apple in California non hanno il supporto T.R.I.M. abilitato.
Nel caso suindicato è necessario usare strumenti di terze parti per l’abilitazione del supporto. A tal proposito è stata rilasciata l’applicazione Trim Enabler 2.0 che fa esattamente ciò che dice il suo nome. Quindi, se avete un Mac su cui successivamente è stato installato un SSD, ricordatevi di abilitare il supporto T.R.I.M. con questa applicazione gratuita.
Vi ricordiamo, inoltre, che il supporto T.R.I.M. va riabilitato ad ogni manor upgrade di OS X. Diversamente per chi acquista un Mac che nativamente monta un SSD, come ad esempio i MacBook Air. Ma quella è un’altra storia. Stay tuned!
Tomb Raider, reboot della serie in fase di sviluppo negli studi di Crystal Dynamics, arriverà anche su Mac entro la fine del 2012 o nei primi mesi del 2013. Lo ha confermato Karl Stewart, brand manager dello studio americano.
Il gioco è attualmente in lavorazione per PC, Xbox 360 e PlayStation 3, la versione Wii U non è in programma, mentre l’edizione per Mac uscirà con un leggero ritardo rispetto alle versioni per Windows e console HD. Leggi tutto l’articolo
Apple continua a definire Apple TV un hobby, ma è evidente che si tratti di un passatempo fruttuoso. Nonostante le sue limitazioni, Apple TV ha venduto 1,4 milioni di unità nello scorso trimestre, per un totale di 2,8 milioni di unità durante il 2011. Il device lanciato a settembre del 2010, ha più di un anno di vita e viene venduto a 99 dollari negli Stati Uniti, mentre è da noi disponibile a 120€. Questo significa che, nel peggiore dei casi, Apple TV ha portato alle casse di Cupertino come minimo 140 milioni di dollari. Durante la presentazione dei dati del trimestre Tim Cook non si è ovviamente scucito quando gli è stato chiesto quali fossero i progetti di Apple per un vero e proprio televisore, ma la compagnia potrebbe essere davvero interessata a produrre uno schermo televisivo.
Leggi tutto l’articolo
Le to-do app disponibili su App Store sono centinaia, forse migliaia. Applicazioni che promettono di non farti scordare nulla, sono poi le prime a finire dimenticate in una folder dopo una settimana di intenso utilizzo.
E’ una di quelle categorie di applicazioni in cui la corsa all’implementazione delle feature, considerate necessarie per sfidare la concorrenza, non ha portato reali benefici all’utenza, ma ha solo contribuito al proliferare di infinite variazioni sullo stesso tema, e sulla stessa UI di base, governata dagli stessi meccanismi. Si salva in parte l’app Reminder introdotta da Apple in iOS 5, egregiamente realizzata e rifinita.
Clear promette di cambiare il paradigma. E’ un’applicazione per i to-do davvero minimale, basata su poche efficaci gesture e su un’interfaccia estremamente semplificata e basata su un color-coding gerarchico d’immediata comprensione. E’ un giudizio, lo confesso, un po’ affrettato, ma il “trailer” dell’app promette indubbiamente bene.
Guardate anche voi (video a seguire).
Leggi tutto l’articolo

Qualche tempo fa Lomography ha lanciato la Lomokino, una “cinepresa” analogica che funziona con rullini da 35mm e registra brevi filmati muti a basso frame-rate. Un’interessante anacronismo forse un po’ troppo laborioso anche per gli appassionati delle toy-camera per eccellenza. Per semplificare il processo di digitalizzazione dei filmati realizzati con LomoKino, ora Lomography ha introdotto il LomoKino Smartphone Holder, un supporto per iPhone e altri smartphone da unire al LomoKinoskope che permette di “filmare il filmato” realizzato in analogico con il proprio dispositivo. Un interessante esperimento di trasposizione analogico-digitale che vanta già parecchi contributi.

Steam approda su iPhone grazie a Steam Mobile, applicazione rilasciata poche ore fa da Valve. L’app è in closed beta, non completa quindi, al momento le funzionalità sono piuttosto limitate, in ogni caso l’arrivo di Steam su iPhone è decisamente un segnale positivo.
Steam Mobile permette di aggiornare il proprio profilo, chattare con gli amici, partecipare alle discussioni, sfogliare l’ampia libreria giochi ed essere sempre aggiornati su offerte, sconti e promozioni sui titoli in catalogo. Leggi tutto l’articolo
Qualche mese fa alcuni reporter del New York Times hanno accettato un difficile compito: la realizzazione un’inchiesta sulle condizioni dei lavoratori cinesi che producono gli iPhone, gli iPad e molti altri gadget elettronici e computer che milioni di utenti occidentali utilizzano ogni giorno.
Un’inchiesta diversa da tutte le altre che finora abbiamo letto e che in gran parte erano basate su report di seconda mano, un’inchiesta che entrasse davvero nelle fabbriche e potesse mettere assieme le testimonianze di fonti vicine alle aziende fornitrici.
Il primo frutto di questo difficile “assignement” è un articolo sul perché Apple e altre aziende scelgono di produrre in Cina i propri gadget, comparso sulle pagine del New York Times qualche giorno fa. Ne abbiamo parlato dettagliatamente nel nostro articolo “Perchè Apple costruisce i suoi iPhone in Cina”.
Ieri il NYTimes ha pubblicato la seconda “puntata“, che parla più direttamente dei costi umani di quella produzione. E’ un articolo duro ma equilibrato (vero capolavoro del miglior giornalismo d’inchiesta americano) secondo il quale Apple, per quanto sinceramente attenta alle tematiche del lavoro in Cina, non esita in ogni caso a forzare condizioni contrattuali che innescano violazioni e soprusi.
UPDATE: Tim Cook ha risposto con una mail interna ai dipendenti (che è prontamente trapelata). Dettagli a fondo articolo.
Leggi tutto l’articolo