
Che cosa presenterĂ oggi Apple a Cupertino? Nessuno lo sa per certo, nemmeno i personaggi che spacciano per certe le molte illazioni che girano per la rete. La sensazione di fondo è che probabilmente non ci sarĂ un iPhone 5 ma “solo” un iPhone 4S. Indipendentemente dal nome il nuovo dispositivo sarĂ molto piĂ¹ veloce e potente, questo è poco ma sicuro. Forse non cambierĂ nulla, fuori, ma quel che conta è sottocoperta, dove pulserĂ molto probabilmente il processore A5, lo stesso potente dual-core che Apple usa sull’iPad 2.
Non è un particolare trascurabile, perchĂ© il nuovo processore servirĂ a garantire all’iPhone un vantaggio abissale in termini di performance rispetto ai concorrenti piĂ¹ agguerriti capeggiati dal Samsung Galxy S2. Ma soprattutto permetterĂ al nuovo telefono di generare la scintilla di una nuova rivoluzione grazie ad Assistant. A parlare di “nuova rivoluzione” non è il sottoscritto in preda ad un attacco di fanboyte acuta ma Norman Winarsky, il fondatore di Siri, l’azienda che ha sviluppato per prima la tecnologia che sta dietro a questa grande novitĂ software potenziata dagli strumenti di riconoscimento vocale di Nuance. “Accontentatevi” insomma, quest’anno la rivoluzione la farĂ il software piĂ¹ del resto.
In un’intervista concessa a 9to5Mac Winarsky ha affermato che il processore A5 è fondamentale per garantire un’esperienza d’uso di Assistant davvero rivoluzionaria. CiĂ² significa, tanto per capirci, che questo Assistant con ogni probabilitĂ non ci sarĂ su iOS 5 per iPhone 4 (o sarĂ molto limitato) e soprattutto che la nuova funzione software potrebbe essere il principale selling point del nuovo dispositivo.
Ecco qui il passaggio chiave dell’intervista:
“Non sbagliamoci: Apple che rende ‘mainstream’ l’Intelligenza Artificiale sotto forma di Assistente Personale Virtuale è un evento dirompente. Mi spingo fino a dire che è un evento che cambierĂ il mondo. Ad oggi alcune persone hanno giusto avuto un assaggio di applicazioni parzialmente integrate con l’AI come Google Voice Actions, Viingo o Nuance Go. Siri era avanti di diverse iterazioni rispetto a queste tecnologie, o almeno lo era un paio di anni fa. Questa è vera e propria AI con un uso di mercato vero e proprio. Se le indiscrezioni corrispondono al vero, Apple consentirĂ a milioni e milioni di persone di interagire con le macchine utilizzando il linguaggio naturale. […] Siamo di fronte ad un’altra rivoluzione tecnologica, ad un altro cambio radicale di paradigmi”.
I toni sono quelli entusiastici di chi ha dedicato anni di lavoro ad una tecnologia in cui crede e che ora potrebbe “diventare adulta”. La testimonianza va dunque presa con le dovute precauzioni. Ma se Assistant è davvero quello che ci è stato descritto (e di cui abbiamo visto un interessante mock-up), se Assistant di iOS5 funzionerĂ davvero e se soprattutto Apple ci crederĂ talmente tanto da renderlo un punto di “vantaggio” del proprio dispositivo con conseguente profluvio di milioni in campagne di marketing ad hoc, allora forse i toni di Winarsky si potranno comprendere e giustificare. Sarebbe, in tal caso, l’incredibile realizzazione di un sogno ad occhi aperti che qualcuno alla Apple aveva fissato su pellicola giĂ nel 1987, con quel concept del Knowledge Navigator che oggi potrebbe diventare realtĂ .
Cinque anni fa, con il lancio dell’iPhone, Apple iniziava il suo percorso di “familiarizzazione” dell’utente con la versione Cupertiniana della tecnologia Multi-Touch. Oggi assisteremo all’avvio di un percorso simile per un’interfaccia naturale che invece di attenere al tatto attiene all’udito e alla parola? Solo poche ore di attesa ancora e lo sapremo.