
Alla fine del 2011 l’AGCM, Agenzia Garante della Concorrenza e del Mercato, ha emesso una sanzione contro Apple per comportamenti commerciali scorretti in relazione alla vendita e alla promozione dell’Apple Care, l’estensione della garanzia Apple.
Apple sbagliava, secondo il garante, nel promuovere quella garanzia con termini pubblicitari ingannevoli che inducevano il consumatore a ritenere che quella di un anno fosse l’unica garanzia disponibile sui prodotti, favorendo un’erronea sovrapposizione della garanzia Apple e la garanzia di conformità imposta per legge.
Altroconsumo, a diversi mesi di distanza dalla sanzione, torna alla carica con un video girato con videocamere nascoste (e metodi francamente lontani dall’obiettività giornalistica) in cui mostra che almeno un paio di commessi Apple, sia degli APR che degli Apple Store, offrono ancora l’estensione di garanzia Apple Care come unica opzione, senza informare correttamente il consumatore sull’esistenza della garanzia di conformità standard su tutti i prodotti.
Nel video un’inviata di AltroConsumo prova ad acquistare un’iPad prima presso un APR e poi presso un Apple Store e chiede delucidazioni sul tipo di garanzia che si applica al prodotto. In entrambi i casi i commessi, che non sanno di essere ripresi da una telecamera nascosta, forniscono la medesima risposta: la garanzia Apple dura un anno. Per estenderla a due c’è la possibilità di acquistare Apple Care a 70€.
Quando la cliente/inviata di Altroconsumo fa notare con nonchalance al commesso dell’APR che esiste una garanzia di conformità di 2 anni e che Apple è stata multata per non aver informato correttamente i consumatori, il venditore si inalbera in una spiegazione sul concetto di conformità e sulla diversa natura di quella garanzia rispetto a quella a pagamento, che a differenza dell’altra copre anche i danni che potrebbero derivare dall’usura e non da difetti pregressi del prodotto. Il dipendente dell’Apple Store, a dire il vero, fa di peggio e definisce farlocca la garanzia di conformità di due anni.
La sensazione è che in effetti siamo un po’ da capo e che a parte l’avviso obbligatorio con un link all’informativa sulla sanzione che Apple ha dovuto tenere su Apple Store Online per circa un mese e l’aggiunta di alcuni disclaimer alle confezioni di Apple Care Protection Plan, la sentenza dell’AGCM non abbia prodotto cambiamenti tangibili.
Il punto di partenza rimane comunque quello che già conoscevamo: Apple offre la necessaria garanzia biennale sui difetti di conformità ma non fa abbastanza per informare il consumatore di questo diritto, mentre i venditori, siano essi APR o commessi degli Apple Store, tendono ad offrire sempre l’Apple Care Protection Plan, prodotto a sé stante, come soluzione di copertura allungata.
I metodi da crociata del consumatore utilizzati come di consueto da Altroconsumo, tuttavia, non aiutano la “causa comune” e tradiscono un carenza di capacità comunicative da parte dell’associazione, sempre un po’ sopra le righe quando si tratta di dover denunciare misfatti di qualsiasi genere (dal più banale al più grave).
L’avvocato Marco Pierani, che parla alla fine del video, confonde pure un po’ le acque, perché se quello che abbiamo visto fino a quel momento è la perpetrazione di un errore comunicativo nella vendita (in buona o cattiva fede che sia) la negazione delle riparazioni in caso di problemi di conformità all’interno dei due anni sono altra faccenda e non sono riportati, nello specifico, casi concreti che avvalorano la denuncia di Altroconsumo.
Per quanto sia chiaro il senso generale della denuncia, questa sovrapposizione di livelli differenti (il problema comunicativo e la effettiva negazione del diritto alla garanzia di conformità) è chiaro segno che l’associazione, in primis, sembra confondere i termini di una legge che per quanto relativamente chiara (come può esserlo una legge italiana) è difficilmente applicabile (o se preferite “diversamente applicata”) e suggerisce erroneamente, a partire da due casi particolari, la volontà da parte di Apple di far passare la propria garanzia (nominalmente il prodotto Apple Care) come sostitutiva e non integrativa della garanzia di conformità. Non è questo però il punto e non neppure questo il motivo per cui Apple è stata sanzionata dall’AGCM nel 2011.