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MainStage: un Mac in concerto!

Oggi vi parlo di un’applicazione davvero interessante che per certi aspetti è rivoluzionaria per molti musicisti. Immaginate un futuro in cui si andrà a suonare con la band portandosi dietro soltanto un Mac, una scheda audio multicanale e qualche microfono, lasciando a casa mixer, effetti, sintetizzatori ed amplificatori. Non mi riferisco ai musicisti di piano-bar molti dei quali da tempo usano un laptop per riprodurre delle basi o per fare karaoke (anche se questo articolo potrà interessare anche loro), ma intendo proprio il “Suonare” con una band dal vivo sostituendo molte migliaia di euro di strumentazione con un solo computer. Troppo per voi? Allora fermatevi qui perché stiamo per entrare nel futuro!

MainStage è un’applicazione inclusa nel pacchetto Logic Studio ed è, in breve, una sorta di Logic Pro in un formato comodo da utilizzare dal vivo. Infatti l’applicazione ci permette di avere tutti gli effetti, i simulatori ed i generatori di suono che abbiamo in Logic quando siamo in studio, ma messi in una forma estetica e funzionale molto adatta all’utilizzo in tempo reale sul palco. Questo di per sé non è una grande novità per i tastieristi più tecnologici perché da molti anni alcuni usano campionatori o programmi di sintesi sonora con il computer e forse anche qualche chitarrista avrà provato ad usare sul palco programmi come Amplitube o Guitar Rig, ma la novità sta nell’ampliare il concetto a tutti gli strumenti e con un solo computer. In MainStage possiamo infatti mescolare in un solo progetto (con una semplicità ed eleganza grafica in rigoroso stile Apple) strumenti, simulatori ed effetti utili per tutte le tipologie di musicisti.

Le possibili applicazioni sono pressoché illimitate: una band con un piccolo mixer può utilizzare quello di MainStage per pre-miscelare in un semplice left+right i vari microfoni della batteria (con tanto di Noise Gate, compressori e riverberi adeguati in ogni canale), i chitarristi o i tastieristi possono utilizzare i simulatori di amplificatori, i sintetizzatori e gli effetti anche per più chitarre e tastiere contemporaneamente, il cantante può modellare la voce con compressori ed effetti ambiente e così tutti gli altri eventuali strumenti (basso, fiati, archi) potranno usufruire di un mixer digitale con una dotazione di canali, effetti e bus degna dei più costosi mixer digitali.

Personalmente ho provato “sul campo” l’applicazione in una piccola festa privata portando con me solo una scheda audio multicanale, un MacBook Pro ed un paio di casse amplificate (oltre a chitarre, cavi e microfoni) ed il risultato è stato sorprendente. Un semplice doppio clic sul progetto che avevo preparato in studio, qualche piccola regolazione per la diversa risposta acustica dell’ambiente ed ho potuto intrattenere gli ospiti con chitarra e voce senza sentire la mancanza di amplificatori e mixer.

So che molti di voi stanno già storcendo il naso e, un po’ come è successo ai tempi di Amp Farm o del primo Pod, ci sarà chi rifiuterà a priori questa tecnologia rimanendo fedele alle vecchie tradizioni. Certamente la comodità di un mixer reale con tutti i fader ed i controlli sotto gli occhi (e le mani) di un fonico non è neanche lontanamente paragonabile a quella di un trackpad, ma la versatilità di MainStage ci permette di utilizzare anche parzialmente le sue funzioni e quindi di adattarsi alle più svariate situazioni. Basta solo un po’ di immaginazione e sono pronto a scommettere che MainStage potrebbe migliorare sensibilmente la resa sonora di ogni performance Live. Cosa ne pensate? Siete pronti a rottamare la vostra vecchia strumentazione?

Carlo Ballantini è uno stimato musicista con esperienze professionali nazionali ed internazionali. Oltre ai progetti personali con la Ballantine Band vanta collaborazioni con vari artisti tra le quali spicca quella decennale con Enzo “Pupo” Ghinazzi in qualità di chitarrista, corista, autore e arrangiatore.