iPhone SDK: nuova Beta 3 distribuita.

di Emanuele L. Cavassa 4

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Il lavoro di Apple sulla Beta del software di sviluppo per iPhone continua in maniera incessante.


E’ stata rilasciata una nuova versione, la 3, codice seed 9M2158a, che va ad implementare alcune nuove funzioni, oltre ad aumentare la stabilità del simulatore di iPhone (che con la beta 2 è passato dal chiamarsi Aspen Simulator ad iPhone Simulator).


Vediamo in dettaglio cosa è cambiato.


La nuova versione porta in dote una sostanziale stabilità del software di sviluppo, in particolare per quanto riguarda il simulatore.
Sono stati modificati ed aggiunti alcuni template per la creazione di applicazioni native per iPhone, consentendo una nuova grafica di default per quanto riguarda l’implementazione di applicazioni con tab.


Interessante è notare come, sul simulatore di iPhone, ci siano solo alcune applicazioni standard abilitate: Photos, Settings, Contacts e Safari.
Ma spulciando tra le cartelle dei Developer Tools, si trova una cartella “iPhoneOS2.0.sdk“, che contiene tutta la struttura di iPhone come è costituita sul cellulare.


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Questa cosa è molto strana, poiché nessuno dei file è utilizzabile: ci sono tutte le applicazioni presenti in iPhone, ma l’icona ha il simbolo del divieto, tant’è che provando a fare doppioclick su uno dei file il Finder risponde che “non è possibile utilizzare l’applicazione poiché non è supportata da quest’architettura“.


Ovviamente, delle applicazioni per processore Arm “faticano” a girare su Intel.
Non per niente c’è il simulatore.
Ma non si riesce a caricare nessuna applicazione sull’iPhone Simulator se non attraverso la compilazione del codice con Xcode.
Queste che sono applicazioni già compilate, ovviamente non si possono ricompilare tramite Xcode, quindi non c’è modo di inviarle al simulatore.


Anche la pratica del drag&drop, purtroppo, non dà esiti positivi.
Trascinando un’applicazione su iPhone Simulator, si apre Safari che lamenta il non poter aprire il file poichè è una cartella.


Per quanti ancora non lo sanno, infatti, le applicazioni .app sono in realtà delle cartelle che contengono tutti i file necessari al funzionamento dell’applicazione stessa (ecco perché in genere le applicazioni si trascinano semplicemente nella cartella Applicazioni).


E’ strano che Apple abbia distribuito una versione completa di iPhone OS 2.0 senza la possibilità di usarla in alcun modo.
Non è neppure una versione preliminare del firmware del cellulare, da caricare sul device per fare dei test, in quanto è una cartella specifica dei Developer Tools, non un file .ipsw, cioè le distribuzioni dei firmware di iPod ed iPhone.


Spulciando tra i file che compongono la beta, il noto Zibree ha trovato conferme al supporto di un model number superiore del chip Infineon che fornisce la connettività EDGE al cellulare.
Cercando le specifiche del chip, SGOLD3, si scopre essere un chip 3G che consente in una sua versione addirittura la connettività HDSPA e WCDMA/E-GPRS, coprendo a questo modo non solo il semplice UMTS, ma le tecnologie di punta della conettività 3.5G, oltre al WCDMA che è la tecnologia più diffusa in Giappone.


In un solo colpo, quindi, Apple andrebbe a coprire le restanti zone del mondo in cui la connessione EDGE era carente.


Ora c’è da capire quando fisicamente il chip 3G arriverà nei cellulari (oltre al suo supporto) e a cosa servono i file delle applicazioni di iPhone tra i Developer Tools senza che se ne possa usufruire.
Se qualcuno nel frattempo scopre come attivare” iPhone OS completo nel simulatore, fateci sapere con i commenti.