Fusion Drive: dentro la nuova tecnologia di Apple

di Lorenzo Paletti 3

I dischi rigidi offrono la massima quantità di memoria disponibile, mentre le memorie flash consentono caricamenti rapidi di applicazioni e file. Nei suoi nuovi iMac Apple ha scelto di combinare entrambe le soluzioni in quello che ha chiamato Fusion Drive. Ma come funziona?

Sfortunatamente i dettagli sono ancora scarsi, ma stando a quanto raccontato da Phil Schiller durante l’evento di ieri sera si potrebbe trattare di una soluzione differente da quelle già offerte sul mercato consumer. Fusion Drive non utilizza la memoria flash come una cache momentanea, ma trasferisce effettivamente i file utilizzando quello che viene chiamato automatic tearing.

Come spiegato dallo stesso Schiller i computer saranno venduti con OS X e le applicazioni di Apple installate sulla memoria flash, questo per consentire boot e caricamenti rapidi. I file salvati dall’utente e le applicazioni installate in seguito andranno invece a finire sul ben più capiente disco rigido. Fusion Drive è in grado di riconoscere quali applicazioni e quali file sono i più utilizzati, ed è in grado di spostarli automaticamente nella memoria flash per caricamenti rapidi. Un film che si è visto solo una volta rimarrà sul disco rigido, ad esempio, mentre una presentazione in Keynote che viene aperta più volte al giorno sarà automaticamente “promossa” al disco SSD. Tutto ciò avviene molto probabilmente tramite Core Storage, il nuovo manager di spazio introdotto da Apple in OS X 10.7, e senza che l’utente sia a conoscenza di come i suoi file vengono spostati. Quest’ultimo vedrà infatti una sola memoria, che è in realtà divisa in due parti.

Al momento questo è tutto quello che possiamo dedurre da quanto dichiarato da Cupertino. Sono passate solo poche ore dall’annuncio ufficiale, e certamente i prossimi giorni riserveranno qualche altro dettaglio su Fusion Drive.

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