
Ad oggi la capitalizzazione di mercato della Dell ammonta a 23,5 miliardi di dollari. Apple, se volesse, potrebbe papparsi la Dell con 1 miliardino di dollari di resto. O meglio, con 10 miliardi di resto, considerando anche i 9 miliardi di liquidità dell’azienda del “povero” Michael. Né la Dell né Microsoft se la passano male, tranquilli. La prima ha solamente un valore inferiore perché produce prodotti di valore inferiore, la seconda continua ad incassare palate di soldi ma ha intrapreso la strada della redistribuzione fissa dei dividendi e spende come un sultano arabo.
Si tratta solamente di semplici “soddisfazioni” sulla base di numeri virtuali? Beh, non proprio. L’importanza di avere quasi 25 miliardi di spiccioletti nel maialino mentre l’economia si prepara a passarne di cotte e di crude non è trascurabile. Del resto, come ha detto Steve Jobs durante la conferenza stampa di martedì scorso per l’annuncio dei risultati fiscali del quarto trimestre, “la crisi potrebbe presentare delle opportunità straordinarie per le aziende che hanno liquidità. La liquidità è sovrana. A noi non da alcun fastidio il gruzzolo che abbiamo in banca né abbiamo fretta di spenderlo.”
Ah, un ultima soddisfazione: la Sun di Scott McNealy nel 1996 era sul punto di lanciare un’offerta al ribasso per l’acquisto di Apple. Oggi, a soli 12 anni di distanza, Apple potrebbe comprare Sun con il mero guadagno netto degli ultimi tre mesi.