Nuova vita ad un MacBook Pro 2008 con un SSD

di Andrea "C. Miller" Nepori 42

Il mio MacBook Pro 5,1, un 15” della prima serie Unibody (late 2008) compie quattro anni a metà dicembre. E’ ancora un gran computer, con un ottimo schermo e performance generali ancora buone. Quanto a velocità generale del sistema nell’uso quotidiano, però, impallidisce di fronte alla sveltezza dei più recenti MacBook Air, per non parlare dei MacBook Pro con display Retina.
Per provare ad insufflare nuova vita in un Mac che ha ancora molto da dire, ho provveduto ad installarci un SSD. Per la precisione un OWC Mercury Electra 3G (su BuyDifferent a 239€). Il risultato è stato quello sperato: una macchina “come nuova” che potrà “macinare bit” al quadruplo della velocità ancora per un bel po’.

Ad oggi il passaggio ad un SSD è l’aggiornamento prestazionale su Mac più consigliabile in assoluto. Certo, raddoppiare (o quadruplicare, magari) la RAM può avere ancora la sua importanza, ma il passaggio da un hard disk tradizionale ad un SSD è veramente qualcosa di un altro pianeta. Dopo l’installazione del nuovo disco vi sembrerà di avere fra le mani tutta un’altra macchina.

Scegliere il SSD per il proprio Mac

La prima cosa da fare è scegliere il disco SSD più adatto per il proprio Mac. E’ importante più che altro capire a che tipo di SSD puntare, per evitare di orientarsi su SSD più costosi e recenti con supporto SATA 3.0 a 6Gbit/s quando già un SATA 2.0 a 3 Gbit/s è più che sufficiente.
La pagina di Wikipedia dedicata al MacBook Pro ha un paio di tabelle utili per capire che tipo di collegamento SATA è implementato sul vostro MacBook Pro.

In linea di massima i MacBook Pro precedenti al 2008 montano tutti un’interfaccia SATA 1.0 a 1,5 Gbit/s. Dai MacBook Pro Unibody “late 2008” (sia 13” che 15”) fino ai modelli “mid 2010” con processore Intel Core 2 Duo l’interfaccia è la SATA 2.0. I modelli successivi fino a quelli attuali supportano invece le alte velocità (fino a 6 GBit/s) dell’interfaccia SATA 3.0.

Nel caso specifico della mia prova, come già accennato in apertura, il MacBook Pro è un Unibody late 2008 e il SSD scelto è un OWC Mercury Electra 3G da 240GB. Il disco tradizionale sostituito invece è un Hitachi da 250GB a 7200rpm (già un poco più performante dell’HDD da 5400rpm installato di default su questi modelli).

Installazione del SSD

Installare un SSD al posto del disco rigido di un MacBook Pro è davvero un gioco da ragazzi. L’unico consiglio è quello di munirsi degli strumenti giusti prima di partire. Nel mio caso l’installazione è ulteriormente semplificata dalla scocca posteriore del MacBook Pro, che ha ancora lo sportellino inferiore apribile tramite levetta per un rapido accesso al disco e alla batteria.

Nei modelli di MacBook Pro più recenti è necessario invece rimuovere interamente la copertura posteriore. Anche in quel caso, comunque, nulla di difficile: si tratta solo di  svitare qualche vite in più.

Precauzioni preventive

Prima di partire, in ogni caso, è buona norma fare un bel backup di tutti i dati presenti nel disco. Se l’intenzione è quella di effettuare una sostituzione “1 a 1” fra Hard Disk ed SSD la cosa migliore è clonare il vecchio disco con un software come Carbon Copy Cloner. Il mio consiglio spassionato, però, è quello di approfittare dell’installazione del nuovo SSD per fare una pulizia più profonda e ripartire da zero con una installazione di OS X fresca su cui re-importare gradualmente dati e programmi.

Dopo i rapidi preparativi, è tutto pronto per la sostituzione. Nel mio caso mi sono armato di una punta Phillips #00 e un piccolo cacciavite Torx T6, gli unici due strumenti necessari per l’operazione.
Non sottovalutate l’importanza della qualità degli strumenti, perché è importantissimo non risparmiare sulle punte o sul cacciavite: ci vuol poco a spanare una delle vitine che tengono fermo l’HDD o i supporti per l’installazione utilizzando le punte sbagliate o delle cineserie da pochi spiccioli.

Mettersi all’opera

Dopo aver scaricato l’elettricità statica (non si sa mai) si può “operare”. Come accennavo, nel MacBook Pro Unibody late 2008 l’accesso all’Hard Disk è semplicissimo: basta premere la levetta posteriore e rimuovere lo sportellino posto nella parte inferiore della scocca, sul retro del computer.

Una volta estratta batteria, va svitata la piccola vite del supporto che tiene fermo l’hard disk, che verrà via con facilità . Basterà tirare quindi la linguetta per sollevare il disco e staccare il connettore, che si rimuove senza troppa fatica.

Il passaggio successivo consiste nello svitare i quattro piedini (qui serve il Torx) collegati all’hard disk per avvitarli sul SSD, completata l’operazione è sufficiente installare il disco a stato solido al posto dell’hard disk e procedere in senso inverso, riattaccando il connettore per poi riavvitare il braccetto che tiene fermo il disco, re-inserire la batteria e chiudere lo sportellino.

Nulla di complicato, come potete vedere. Se tuttavia non vi fidate delle vostre mani, qualsiasi APR può operare questa sostituzione al posto vostro.
BuyDifferent, che vende l’SSD che ho montato, offre un interessante servizio di installazione “itinerante”, chiamato Pit Stop, che tocca varie città italiane. L’installazione di un SSD comprato da BuyDifferent presso una delle tappe del Pit Stop costa 19,90€.

Installazione software

Il passaggio finale consiste naturalmente nella re-installazione del sistema operativo.
Nel mio caso specifico sono passato da Snow Leopard a Mountain Lion. Uno dei motivi che mi aveva spinto a non aggiornare questo Mac all’ultimo OS X disponibile era il timore di peggiorare sensibilmente le prestazioni ancora sufficienti del “vecchio” MacBook Pro. Con un SSD ogni dubbio è fugato e OS X Mountain Lion riesce a dare il suo meglio proprio con questa configurazione.

La clonazione del disco è un’altra soluzione possibile. Il motivo per cui la sconsiglio (anche se in realtà da un punto di vista tecnico non crea grossi problemi) è che un cambiamento di questo tipo è una buona occasione per superare lo “scoglio psicologico” e rimuovere una volta per tutte il superfluo che sicuramente si è ammassato negli anni e non avete mai avuto tempo/voglia di cestinare definitivamente. Insomma, più una scelta “esistenziale” che una vera necessità tecnica. A ciascuno la sua scelta, sotto questo punto di vista.

Nella prossima pagina: Performance del SSD.

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