I virus su Mac non arriveranno con l’aumento del market share

di Emanuele L. Cavassa 24


Ciclicamente, quando si parla di Apple e dei virus, se ne esce qualcuno con frasi del tipo: “i virus per Mac non ci sono perché ce ne sono pochi“, oppure “quando ci saranno più Mac in giro, arriveranno i virus anche per voi“, ecc.

Nulla di più falso e sbagliato

Fino al System 9, l’ultima incarnazione del cosidetto Classic, i virus esistevano anche per i Macintosh ed erano necessari antivirus anche per questi sistemi, oggi considerati l’isola felice della protezione dai virus.

E’ stato il passaggio a Mac OS X, le cui basi poggiano su solide fondamenta Unix, a eliminare il problema dei virus per il System 9 e a creare le basi per un sistema la cui sicurezza sia interna e non legata ad un programma di terze parti.
Con Leopard, il primo sistema Apple completamente Unix compliant, la società di Cupertino espande la compatibilità di OS X verso il mondo Unix, garantendo oltre ai vantaggi dell’esecuzione nativa di codice Unix anche una maggior sicurezza.

Cade completamente la giustificazione che molti adducono basata sulla diffusione del sistema.

I Mac pre OS X (diciamo pure pre-Intel, non si vedono in giro tanti Mac da quando c’è stato il passaggio ai Core Duo ed agli Xeon) erano molto meno diffusi, eppure c’erano virus per questi sistemi.
Perché? Perché chi scrive i virus poteva essere interessato ad una piattaforma con una percentuale di mercato risibile?

Perché per l’architettura del System precedente scrivere codice maligno per i Mac era relativamente semplice. L’architettura del System una volta era concettualmente più simile a Windows (ricordiamo che Windows è nato copiando Mac OS, perché Microsoft aveva accesso alle specifiche del sistema in quanto software house partner di Apple per lo sviluppo di Word ed Excel su Mac, poi portati anche su Windows).

Dal 2001, con il passaggio all’architettura di stampo Unix derivata da NeXT, il sistema operativo che Steve Jobs aveva fatto creare nel periodo in cui era fuori da Apple, la quota di mercato dei Mac è andata aumentando, mentre i virus sono spariti.

Se le illazioni basate sulla percentuale di mercato delle vendite di Apple fossero giuste, allora i virus sarebbero dovuti triplicarsi, invece che sparire.

La realtà della mancanza di virus su Mac è che la struttura di OS X è sufficientemente solida da evitare che certi programmi (i virus non sono altro che applicazioni maligne) non possano essere creati.

Questo non significa che Leopard sia perfetto: falle, bug e codice da sistemare c’è anche nell’ultima incarnazione del sistema operativo di Cupertino, perché ogni cosa scritta da essere umano non può essere perfetta.
Rimane sempre valida la precauzione: sapere cosa si sta facendo con il proprio Mac.

Dal punto di vista dei danni, anche un click senza riflettere sul messaggio di Time Machine che ti chiede se vuoi usare il disco connesso come destinazione del backup può far perdere tutti i dati presenti su quel disco se Time Machine provvede alla formattazione per poterlo usare (come nel caso della connessione di un disco in NTFS).

I vostri dati sul disco esterno sono persi, senza che Time Machine sia un virus, anzi stava solo facendo quello che voi gli avevate detto di fare.

L’uso della testa quando si lavora è sempre indispensabile, indipendentemente dalla sicurezza del sistema che si sta utilizzando.

Se, in una qualche futura versione di OS X Apple dovesse commettere degli errori di progettazione tali da consentire l’esecuzione di codice maligno, allora sì che compariranno i virus anche per il Mac. 

Questo accadrà anche se la quota di mercato di Apple dovesse contrarsi fin quasi a sparire, non dubitate. Se nel futuro Mac OS X dovesse diventare un pessimo sistema operativo al pari della concorrenza, fioccherebbero virus anche se di Mac ne rimanessero appena un migliaio in circolazione.