
In un comunicato stampa divulgato da Apple, l’azienda di Cupertino comunica che l’ultima versione del browser predefinito dei computer con installato Mac OS X, Safari 4, presentato al keynote di apertura della WWDC di San Francisco lunedì scorso, è stato scaricato ben 11 milioni di volte in soli tre giorni.
Il comunicato prosegue poi con un elenco delle principali caratteristiche che sono state introdotte nel nuovo software per la navigazione in internet, comel’adozione dell’engine Nitro JavaScript, l’introduzione di Top Sites, Full History Search e Cover Flow.
Tuttavia mi è sorto qualche dubbio non tanto sulla veridicità di questa impressionante cifra, dopotutto non vedo perché Apple dovrebbe comunicarne una falsa, bensì sul fatto che effettivamente undici milioni di persone stiano effettivamente utilizzando Safari 4 come browser. E vi spiego il perché.
Martedì mattina, prima di recarmi in ufficio, ho scaricato e installato Safari 4 sul mio iMac. La stessa cosa pensavo di farla sul computer Windows del lavoro, così l’ho scaricato, ma alla fine non l’ho installato principalmente per due motivi: il primo è che il Dell che utilizzo è un computer talmente scadente da non essere in grado di supportare tutte le nuove funzionalità del browser, il secondo motivo è che non volevo fare un favore all’azienda che a fine mese mi lascerà a casa.
Così l’ho cancellato. Successivamente l’ho scaricato di nuovo ed installato, perché la curiosità di vederlo in funzione sotto Windows era comunque pressante. Quindi tre download su undici milioni sono miei, e per sole due installazioni.
Altre persone che conosco, inoltre, hanno scaricato Safari 4 perché proposto da Aggiornamento Software, però non utilizzano Safari come browser predefinito, bensì Firefox. È facile raggiungere cifre considerevoli semplicemente proponendo l’aggiornamento automatico, perché la maggior parte delle persone procederà a scaricare il nuovo software per il gusto di tenere il computer in perfetta efficienza, anche se poi in effetti non andrà ad utilizzare quell’applicazione.
Mi ricordo che in passato Apple era stata criticata per una politica analoga con l’introduzione di Safari 3, che era stato proposto come aggiornamento a tutti gli utenti Windows che utilizzano uno dei prodotti Apple, come iTunes o QuickTime.
Tra qualche tempo probabilmente avremo delle cifre più precise sull’utilizzo del nuovo browser di Cupertino grazie a servizi forniti da siti come Market Share by Net Applications.