
A quanto pare si è arrivati alla fine della storia riguardante il prototipo di iPhone della prossima generazione mostrato ieri da Gizmodo. In un articolo Jesus Diaz spiega tutti i dettagli del ritrovamento, mentre in un altro Brian Lam spiega come è stato restituito. Vediamo tutti i dettagli.
Il prototipo sarebbe stato perso da Gray Powell, ingegnere di Apple che si occupa della Baseband di iPhone, la sera del 18 di marzo scorso mentre degustava alcune birre di importazione tedesca a Redwood City, California. Seduto vicino a lui era presente chi poi ha recuperato il prototipo di iPhone, che però non aveva fatto caso a Powell, almeno non fino al momento in cui un altro tizio (si dice fosse molto ubriaco) gli ha rivolto la fatidica domanda: “È il tuo iPhone, quello?”
Dopo aver chiesto di chi fosse e non aver ricevuto nessuna risposta ha atteso per qualche tempo giocherellando intanto con il dispositivo, che non sembrava avere nessuna particolarità, se non quella di andare frequentemente in crash. È in questo momento che il nome di Gray Powell appare per la prima volta, tramite la App di Facebook. Convinto di poter restituire il dispositivo, chi l’ha trovato è andato tranquillamente a dormire, ritrovandolo però bloccato da remoto la mattina successiva.
Solo a quel punto si sarebbe accorto che quell’iPhone aveva qualcosa di strano e avrebbe cercato di contattare Apple, che però non avrebbe preso sul serio tutta la faccenda, finché il prototipo di iPhone non è finito nelle mani di Gizmodo.
Dopo tutto il bailamme suscitato ieri, Gizmodo ha telefonato a Gray Powell, che a quanto pare sta bene anche se non in ottima forma. Powell, non potendo parlare al telefono, dice solo che presto saranno contattati da qualcuno. E infatti:
La richiesta formale di restituzione da parte di Apple non si è fatta attendere, nella persona di Bruce Sewell, e dopo brevi accordi su dove e quando, il prototipo è stato restituito con la richiesta da parte di Gizmodo di andarci piano con chi l’ha smarrito.
Ovviamente ci sono parecchie cose che lasciano altrettanti dubbi, in tutta la vicenda. Fosse capitato a me, avrei impiegato 0,2 secondi a capire che si trattava di un iPhone particolare e, datelo per certo, mi sarei accampato a Infinite Loop nell’attesa di una Mercedes senza targa. Mi sarei accontentato di una tazza di caffè e una stretta di mano, non avrei certo chiamato il numero verde di Apple.
Restiamo in attesa di eventuali ulteriori sviluppi della faccenda, anche dal punto di vista legale, visto che i condizionali sono ancora troppi.
