Apple e l’ambiente: una mela sempre più verde

di Andrea "C. Miller" Nepori 4

I nuovi MacBook presentati martedì a Cupertino sono un’importante passo avanti da parte di Apple nel raggiungimento degli obiettivi di salvaguardia ambientale che l’azienda di Steve e soci si è prefissata di raggiungere entro i prossimi anni. L’innovativa tecnica di produzione dei nuovi laptop di Apple ha ad esempio consentito all’azienda di eliminare dal processo produttivo materiali e sostanze altamente tossiche. Per rimarcare l’importanza del raggiungimento di questi obiettivi intermedi con largo anticipo rispetto alle scadenze prefissate dal rapporto “A Greener Apple” del 2007, Apple ha pubblicato ieri un nuovo report in cui Steve Jobs spiega in prima persona quanta strada è stata fatta e quali saranno i traguardi nel prossimo futuro.

Il rapporto firmato da Steve esalta tre aspetti fondamentali: eliminazione delle sostanze tossiche, riciclaggio dell’e-waste (vecchi computer e altri rifiuti elettronici), riduzione delle emissioni di CO2. I nuovi portatili di Cupertino ricoprono un ruolo fondamentale in ciascuna di queste tre aree chiave. L’abbandono dei case in plastica (fatti salvi i vecchi stock di MacBook bianchi) ha consentito di eliminare dal processo produttivo i ritardanti di fiamma a base di bromuri (BFR) mentre l’introduzione della retroilluminazione LED ha avuto un’importante ruolo dell’eliminazione del mercurio e del vetro trattato con arsenico.

L’annuncio più importante riguarda gli importanti passi avanti verso l’eliminazione completa del PVC non solamente dai nuovi MacBook (il materiale non sarà presente nelle cavetterie né in qualsivoglia componente interno) ma da tutti i prodotti recentemente aggiornati, come iPod, iPod touch e iPhone. Anche GreenPeace con un post sul blog ufficiale plaude (con qualche piccola riserva) a questo importante  passo avanti che secondo la nota associazione ambientalista servirà indubbiamente da sprone anche per altri grandi produttori del settore elettronico.

L’introduzione del nuovo guscio unibody in alluminio e la conseguente rivoluzione del processo produttivo dei MacBook ricoprirà un ruolo importante anche nell’incremento del tasso di riciclaggio dei prodotti:

“Come vi ricorderete” scrive Steve “misuriamo l’efficacia dei nostri piani di riciclaggio secondo un metodo standard proposto originariamente dalla DELL: compariamo la quantità di vecchi dispositivi raccolti con il peso totale dei prodotti venduti 7 anni prima. Nel 2007 abbiamo raggiunto un tasso di riciclaggio del 18,4%, che superò di gran lunga il tasso del 13% che ci eravamo preposti. Il nostro obiettivo per il 2010 era un tasso del 28% e lo batteremo già nel 2008, con due anni di anticipo sui nostri programmi. Apple adesso prevede un programma di restituzione dei vecchi dispositivi nel 95% dei paesi in cui vende i propri prodotti”

Apple ha compiuto ulteriori sforzi per ridurre le emissioni di CO2 e la propria impronta carbonica. Mentre la maggior parte delle aziende del settore si limita a monitorare le emissioni della fase produttiva o della fase gestionale (uffici, centri direzionali, punti vendita) Apple si è impegnata e si impegnerà a fornire informazioni dettagliate con report specifici per informare il consumatore sull’impatto di ogni singolo prodotto nella varie fasi del proprio ciclo di vita: dalla produzione alla distribuzione, all’utilizzo fino all’eventuale riciclo. Nel contempo l’azienda si impegnerà nella progettazione di prodotti sempre più efficienti dal punto di vista del consumo energetico:

L’iMac da 20″ consuma più o meno la stessa quantità di ebnergia di una comune lampadina – solo 67Watts – quando è acceso. E’ più efficiente di quanto promesso da altri produttori per i PC che commercializzeranno da qui a due anni.