Kill Switch su Android come iPhone

di Michele Baratelli 8

Vi ricordate quanto successo poco tempo fa, quando Steve Jobs ammise di avere introdotto nel firmware 2.0 di iPhone un sistema chiamato “Kill Switch” (e da noi soprannominato “la leva dell’apocalisse”) in grado di disabilitare da remoto le applicazioni giudicate “maligne”? È stata fatta la medesima scoperta per quanto riguarda il nuovo sistema operativo di Google per i telefoni cellulari: Android. Sebbene il primo telefono con Android sarà ufficialmente in vendita negli Stati Uniti a partire dal 22 Ottobre, questa scoperta sta facendo il giro del web: anche questa volta ne parleranno tutti mass media italiani in toni “apocalittici”?

A ripensarci ora, grazie al beneficio del tempo, sembra incredibile il polverone mediatico che suscitò la notizia del sistema “Kill Switch” presente nel sistema operativo di iPhone: occorre ricordare che tale sistema “dovrebbe permettere” ad Apple di disabilitare in remoto delle applicazioni “maligne” presenti su un qualsiasi iPhone. Non si è ancora capito bene come tale sistema “dovrebbe funzionare”, ma, ribadiamo ancora una volta che questo meccanismo non è una sorta di Grande Fratello pensato da Apple per monitorare il mondo in maniera subdola.

Se siete attenti, avrete notato che abbiamo scritto più volte “dovrebbe“: questo perché al momento non ci sono casi noti di Kill Switch tanto che applicazioni come il tanto chiacchierato NetShare, che permette di trasformare iPhone in un modem, è ancora presente e funzionante sugli iPhone di coloro che hanno fatto in tempo a scaricarlo.

La notizia di oggi, però, è un’altra: secondo quanto sostiene ComputerWorld, anche il sistema operativo Android possiede un sistema simile al “Kill Switch” che permetterebbe a Google di disabilitare in remoto le applicazione maligne scaricate da “Android Market“.

All’interno dei “Terms of Service” di Android Market, Google dichiara espressamente di possedere la capacità di rimuovere remotamente un’applicazione dai GooglePhones. “Google può scoprire un prodotto che viola la licenza di distribuzione da parte dello sviluppatore […] ad esempio, Google si riserva il diritto di rimuovere in remoto queste applicazioni a sua discrezione“.

Dunque anche Android ci spia? Assolutamente no. Crediamo invece che questo sistema di controllo remoto da parte del produttore, per quanto inquietante, sia necessario per garantire una maggiore sicurezza per l’utente verso delle applicazioni che potrebbero celare abilmente qualche brutto scherzo. Non ci sorprenderemmo se anche BlackBerry abbia pensato all’utilizzo di un sistema di controllo remoto in vista del lancio del suo BlackBerry App Center.

Cari Mass Media italiani, ora siete avvisati: anche Google, dopo aver imparato l’arte da Apple e dopo averla messa da parte, ci spia. Il nuovo T-Mobile G1 con Android permetterà al grande motore di ricerca di sapere in quanti, tra gli americani che lo acquisteranno, stanno perdendo soldi in cattivi investimenti in questa grave crisi finanziaria mondiale. Mi raccomando non scrivetelo però: qualcuno ci potrebbe credere per davvero.