iTunes Match al via in Europa (ma non in Italia)

di Andrea "C. Miller" Nepori 5

Dopo la falsa partenza di ieri sera (per la quale Apple si è scusata rifondendo i clienti che avevano già sottoscritto un abbonamento) iTunes match è finalmente arrivato anche in Europa.
iTunes Match è il nuovo servizio basato su iCloud che per 24,99€ all’anno permette di sincronizzare sulla nuvola la propria libreria musicale presente sul Mac e di ascoltare tutte le proprie canzoni in mobilità dai dispositivi iOS connessi al medesimo account.
UPDATE: il numero dei paesi in cui è stato attivato iTunes Match è salito a 18. L’Italia continua a non essere presente. Lista completa dopo il salto.


Per adesso l’Italia non è ancora compresa nel novero delle nazioni che hanno accesso al servizio. Oltre agli USA, dove è stato attivato poco più di un mese fa, e al Brasile (dove è partito pochi giorni fa), iTunes Match è ora disponibile in Australia, Canada, Messico, Germania e Regno Unito. In ogni caso per adesso i primi report parlando di un funzionamento ancora instabile e di qualche diffusa difficoltà nell’attivazione.
E’ lecito ipotizzare che a questo punto l’Italia possa rientrare in una eventuale “seconda mandata”, che però non ha una data precisa. Per l’attivazione iTunes Match in Italia si parlava già da subito di un attesa che sarebbe durata almeno fino ai primi mesi del 2012. Nel caso il servizio arrivasse prima di Natale sarebbe dunque un  piacevole quanto inaspettato anticipo sui tempi ipotizzati fino ad oggi.

Grazie a @setteBIT scopriamo che il numero preciso di paesi in cui iTunes Match pare sia stato attivato è 18, compresi Brasile e USA. Ecco la lista completa:

  • Stati Uniti
  • Brasile
  • Australia
  • Belgio
  • Canada
  • Cipro
  • Francia
  • Germania
  • UK
  • Irlanda
  • Lussemburgo
  • Malta
  • Messico
  • Nuova Zelanda
  • Rep.Ceca
  • Slovacchia
  • Spagna
  • Svizzera

A questo punto sembra sempre più probabile che a trattenere iTunes Match dal debutto nel nostro paese non sia una questione meramente legata all’ampiezza del mercato, come si poteva precedentemente ipotizzare anche se c’è ancora molta confusione sulla effettiva partenza del servizio nei paesi elencati, vista la mancanza di un annuncio ufficiale da parte di Apple.