Jony Ive parla del design di iPhone 4

di Andrea "C. Miller" Nepori 11

Jony Ive, il VP Apple a capo della divisione design, è notoriamente schivo e raramente rilascia interviste, anche se da un po’ di tempo a questa parte è sempre il primo a dire la sua nei video promozionali dei nuovi prodotti Apple.
Quelli di Core77, testata online dedicata al design, sono riusciti nell’incredibile impresa di discutere con Ive del design del nuovo iPhone 4 hanno parlato dell’esclusiva chiacchierata in un interessante articolo pubblicato qualche giorno fa.

Dall’intervista si evince in maniera netta quanto il design del nuovo iPhone sia il frutto della “fissazione” di Ive e di tutto il design team di Apple per i materiali con cui i prodotti della mela vengono “forgiati”.

“Una gran parte dell’esperienza d’uso di un oggetto fisico ha a che fare con i materiali,” dice Ive. “Alla Apple sperimentiamo ed esploriamo i materiali, li processiamo, impariamo le intrinseche caratteristiche del materiale stesso; conosciamo meglio il processo che porta alla trasformazione da materia grezza a prodotto finito. […] Questa comprensione, l’attenzione ai materiali e ai processi, è parte essenziale del nostro modo di lavorare.”

L’iPhone 4 è il frutto di questa “filosofia” e questa attenzione ai materiali è il motivo per cui è stato scelto il vetro ultraresistente per la parte frontale e il retro del telefono. Ma la banda in acciaio che fa da struttura portante ed antenna (per altro al centro delle polemiche per il problema del cosiddetto “death grip”) è forse il punto massimo del design del nuovo melafonino.

“Le tre fenditure nere sono fuse in un tutt’uno con la banda, che poi viene processata ulteriormente,” spiega Ive. “Quindi prima la banda viene assemblata, poi subisce i processi finali di lavorazione meccanica e molatura, quindi le tolleranze sono straordinarie. Le impressioni della gente sul design del prodotto finito sono ovviamente soggettive. Ma oggettivamente posso dire che le tolleranze in fase di produzione sono fenomenali. E lo abbiamo voluto noi, lo abbiamo progettato così fin da principio per raggiungere questi traguardi”.


L’autore dell’articolo su Core77 cita il SIM-tray come esempio di straordinaria tolleranza meccanica in fase di progettazione e realizzazione. Per “tolleranza” si intende, in questo caso, la minima distanza che si riesce a raggiungere fra due elementi contigui e solidali, intagliati nello stesso materiale, una sorta di misurazione della “precisione” raggiungibile dal procedimento di creazione dell’oggetto (se qualche esperto di design o progettazione meccanica vuole fornire una definizione più tecnica e precisa, s’accomodi nei commenti,  sarà interessante leggerla).

“Il raggiungimento di questo livello di qualità costruttiva necessità di un lavoro incredibile e richiede massima cura da parte di un gran numero di team. Richiede strettissima collaborazione con esperti di alcune aree specifiche, come le scienze dei materiali e così via,” spiega Ive.

Il VP Apple teorizza quasi una sorta di progettazione artigianale hi-tech. Bisogna mettere le mani sui materiali per potersi rendere conto delle loro caratteristiche reali. Si può sapere tutto sulla fisica e la chimica di un dato materiale, si possono guardare video sulle sue caratteristiche, ma nulla è paragonabile alla creazione di oggetti fisici a partire da esso. Nessun programma CAD può sostituire l’esperienza diretta nell’utilizzo del materiale.

La base della filosofia progettuale di Ive (e per estensione di Apple) si basa sulla ferma convinzione che vi debba essere una stretta relazione fra forma e materia-le. Il sinolo aristotelico applicato empiricamente al design industriale, insomma:

“Il design migliore conferma esplicitamente che non si può disconnettere la forma dal materiale – il materiale informa la forma. E’ l’esatto opposto del lavoro virtuale con il CAD finalizzato alla creazione di una forma arbitraria che poi viene renderizzata come un  particolare materiale, con un annotazione su una specifica parte che dice ‘legno’, e così via.”

“Perché quando i materiali di un oggetto, i processi sui materiali e la forma sono perfettamente allineati, quell’oggetto ha una risonanza particolarmente reale su molti livelli, “ continua Ive “Le persone riconoscono quell’oggetto come reale ed autentico in un modo del tutto particolare”.

Trovate l’intervista completa, con altri interessantissimi spunti, su Core77.