
Dopo un paio di giorni passati insieme ad iOS 7, è difficile convincersi che il lavoro sia finito. Oltre agli ovvi problemi di stabilità e ad elementi di interfaccia che proprio non sono stati ridisegnati (come la schermata di sblocco con controlli per la musica), il sistema operativo di Apple sembra per certi aspetti essere regredito e peggiorato. Le rigide regole con cui il nuovo sistema operativo è stato disegnato gli danno un look e feel innovativo, ma sono evidenti alcuni dettagli difficili da digerire.
La prima cosa che salta all’occhio è la schermata di sblocco. In queste ore ho consegnato il mio telefono a diversi possessori di iPhone chiedendo loro di sbloccarlo. In media sono stati necessari tre gesti a testa per comprendere il gesto di unlock. Mentre sullo schermo appare la solita scritta: “sblocca” dello slide-to-unlock, non c’è più nessuno slider da unlockare, mentre è ben evidente la freccia che punta verso l’alto di Control Center. Proprio per questo, in molti, hanno cercato di sbloccare il dispositivo scorrendo verso l’alto, poi verso il basso (l’altra freccia, in alto, è quella di Notification Center) e infine eseguendo la gesture corretta, ovvero la stessa che è necessario eseguire con i vecchi iOS: uno scorrimento da sinistra verso destra.

È questo il design tanto caro a Ive? L’uomo dietro alle forme di MacBook, senza dubbio tra i computer portatili di maggiore design, lo spiega proprio nel video di presentazione di iOS 7 mostrato anche durante la WWDC:
Abbiamo sempre pensato al design come molto più di come qualcosa appare. È il tutto. Il modo in cui qualcosa funziona per davvero. E ovviamente il design definisce così tanto della nostra esperienza. Credo che ci sia una profonda bellezza nella semplicità, nella chiarezza, nell’efficienza. La vera semplicità è derivata non solo dell’assenza di disordine e ornamenti. È portare ordine nella complessità.
Per quanto “noioso” o disordinato, era impossibile non interpretare correttamente il gesto che era necessario eseguire per sbloccare il telefono su iOS 6.
Una volta arrivati nel cuore del telefono, diventa sostanzialmente impossibile non notare le nuove icone. Sempre nel solito video di presentazione, Ive spiega che queste sono state disegnate seguendo le regole della sezione aurea, e proprio perché i disegni sulle icone sono allineati alla stessa griglia di linee e circonferenze, danno una idea di uniformità al software. Ma questa ricerca del rigore ha portato a icone troppo stilizzate che non fanno onore al software che nascondono. Se il “fiore geometrico” su fondo bianco dell’app immagini rende l’idea, e il gradiente alle spalle della nuvola e del sole nell’app meteo si rifà alla sfumatura del cielo, gli stessi due elementi stonano nell’icona di Safari e in Mail. L’impressione che si ha è di essersi imbattuti in un brutto clone cinese di iOS, o meglio, in una applicazione sviluppata da un sedicenne che ha disegnato l’icona in mezz’ora (guardate Note o Borsa e provate a smentirmi).

Come per la schermata di sblocco, la semplicità grafica rischia di andare discapito della semplicità nell’esperienza di utilizzo. Quelli rappresentati nell’icona di Impostazioni sono ingranaggi, ma riesco a distinguerli solo perché so quale era l’icona in iOS 6. Le circonferenze di iTunes Store e App Store sono troppo grandi (correggetemi se sbaglio) mentre si poteva scegliere un abbinamento meno imbarazzante per l’icona di Musica.
![]()
A proposito di Microsoft. Windows XP era stato scherzosamente soprannominato Fisher Price per il suo aspetto bambinesco. La SpringBoard di iOS 7 rischia di fare meritare lo stesso soprannome al nuovo sistema operativo di Apple.

Nella Home, però, non tutto è da buttare, anzi. Le icone Calendario e Orologio sono aggiornate in tempo reale e permettono di vedere il giorno e l’ora con una occhiata, ma viene da chiedersi per quale ragione non spetti la stessa sorte anche all’app Meteo.