Magic Trackpad: un primo passo verso il futuro

di Gospel Quaggia 29

Finalmente il Magic Trackpad è sulla mia scrivania, da circa 24 ore e già con una certa soddisfazione. Ma non voglio qui parlare specificatamente dell’oggetto, per il quale è in arrivo una recensione (spero) approfondita. Ho passato i giorni dalla sua uscita fino al suo arrivo a raccogliere notizie e impressioni e una ha particolarmente attratto la mia attenzione: Magic Trackpad è più di quel che pensate, di Jonny Evans.

È difficile, almeno per me, non essere d’accordo con le considerazioni di Evans. Infatti, a partire dai brevetti depositati da Apple a dicembre del 2008 che riguardano un desktop in 3D, passando per quelli che riguardano i display in 3D, senza dimenticarci di quelli riguardanti il multitouch su oggetti tridimensionali, è facile capire dove sia puntata l’attenzione di Apple. E non solo di Apple, data la recente acquisizione di BumpTop da parte di Google.

Forse l’ingegnere di cui Apple è attualmente alla ricerca per “creare una nuova e rivoluzionaria funzionalità negli stessi fondamenti di Mac OS X” potrebbe riguardare proprio questo: un nuovo desktop environment basato sul 3D, sia per quanto riguarda la visualizzazione che per la sua gestione. Anche molti di voi, nei commenti, hanno sollevato questa ipotesi che, personalmente, non mi sembra per nulla campata in aria.

Ma torniamo al Magic Trackpad, perché in un futuro non lontano qualcuno potrà dire che l’ennesima rivoluzione è partita proprio da questo oggetto. Sicuramente non sarà esente da difetti e altrettanto sicuramente ne verremo a conoscenza in breve tempo (qualcuno già lo considera un’inutile spesa). Ma in realtà cosa fa il Magic Trackpad? Semplicemente porta a disposizione di tutti gli utenti Mac la possibilità di abituarsi alle gestures multitouch, molto più decisamente di quanto non abbia fatto il Magic Mouse.

Magic Trackpad pone le basi per un nuovo sistema di controllo del desktop, valido per tutti i Mac, portatili e fissi. Fino all’avvento del multitouch, insieme al portatile avevo sempre con me un mouse. Ora è spento nella borsa da quasi tre anni, complice anche la mia tipologia d’uso di un computer (non devo fare ritocchi pixel per pixel). Proseguendo per questa strada e immaginando tutti i brevetti citati prima messi in opera, il mouse diventa un’inutile estensione del proprio corpo. Proprio perché i veri device di input diventano le propaggini del nostro corpo, che ovviamente deve abituarsi a compiere gesti nuovi.

Questo è ovviamente un parere personale e quindi ogni critica è lecita, ma deriva da un semplice dato di fatto: il tempo necessario ad abituarsi alle periferiche multitouch che, a mio modo di vedere, è veramente bassissimo. Chi vorrebbe utilizzare un vecchio trackpad senza multitouch e/o un mouse a tre pulsanti, dopo aver utilizzato per 10 minuti (ma anche meno) il trackpad di un MacBook Pro o il Magic Trackpad su un Mac?

Se è vero che quando ci si abitua facilmente a qualcosa diventa molto difficile staccarsene, non oso pensare a un sistema completamente gestito da… gesti! Non a caso l’etimo delle due parole è il medesimo.

Credo che la strada sia proprio quella, anche se non è per nulla spianata. Spero vivamente di non essere smentito, perché non mi sembra niente male.

[via | Computerworld]