
Si tratta di una città con un bacino di utenza per nulla pari a quello dei luoghi in cui sono stati aperti i precedenti negozi e che sta ad indicare come il piano di radicamento degli Apple Store in Italia abbia raggiunto un secondo step: negozi anche nelle “piccole” città. La città di cui parliamo segue l’asse orizzontale lombardo verso est. Dopo Milano e Bergamo, infatti, è il turno di Brescia.
Come mostra l’immagine di apertura, la ricerca di personale è già iniziata anche se si deve scegliere l’opzione Lombardy per scoprire che le opportunità di lavoro si riferiscono a Brescia. Sembra anche che i piani di espansione di Apple si sposteranno poi (non si sa l’ordine) in Veneto, sulla riviera romagnola, in Umbria, in Puglia e nuovamente in Sicilia, ma questi sono solo rumor e non ci sono ancora conferme.
L’apertura di Brescia testimonia quanto Apple voglia avere una struttura capillare ed autogestita dei negozi. Brescia, infatti, si trova a circa 30-40 minuti di automobile (traffico permettendo) dal frequentatissimo negozio di Orio al Serio.
Inoltre non mancano nell’area bresciana gli Apple Premium Reseller e le catene di elettronica con angoli dedicati ad Apple. Questo lascia quindi intravedere l’apertura di scenari non nuovi al territorio europeo. Un aumento degli Apple Store potrebbe creare non pochi problemi soprattutto agli APR che, come avvenuto in Francia, potrebbero iniziare a vedere calare i loro profitti con conseguenze facilmente immaginabili (licenziamenti, chiusura dei negozi, etc.). Vedremo cosa succederà in Italia con l’aumento degli Apple Store. Adesso tocca a voi.
In un’Italia dove c’è fame di lavoro, c’è chi è pronto ad offrirvene uno: Apple. Inviate il vostro curriculum vitae e in bocca al lupo.
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