Google omaggia Steve Jobs nella app Gmail

di Andrea "C. Miller" Nepori 1

Dopo anni di stimata collaborazione, fra i piani alti di Cupertino e Mountain View siamo ormai a livelli da Guerra Fredda. Apple e Google non sono arrivate ad uno scontro diretto, ma i rapporti sono glaciali. Il divorzio dalle GMaps è solo l’ultimo capitolo di una saga iniziata ufficialmente con le dimissioni di Eric Schmidt, l’ex-CEO di Google, dal CdA Apple nell’agosto del 2009.
Se i rapporti formali sono compromessi, altrettanto non si può dire di una certa stima reciproca che ancora alberga a livelli più bassi della scala gerarchica. La dimostrazione sta tutta negli screenshot dell’app Gmail per iPhone e iPad.

Un utente di Reddit si è accorto che la più recente versione dell’applicazione ufficiale di Gmail per iOS, aggiornata a fine settembre, include un sentito tributo a Steve Jobs nelle immagini allegate alla descrizione. E’ lo screenshot di un’email che ha per oggetto “Your favorite Steve Jobs quotes”, inviata da tale Kenneth ad una certa Dorothy, in cui si legge:

“Per il nostro tributo a Steve Jobs abbiamo raccolto un po’ di citazioni. Ecco la mia preferita. Qual è la tua?
‘E’ sempre stato uno dei miei mantra – concentrazione e semplicità. Il semplice può essere più difficile del complesso: devi lavorare sodo per ripulire il tuo pensiero e renderlo semplice. Ma alla fine ne sarà valsa la pena, perché quando sarai arrivato là sarai in grado di spostare le montagne’. “

Il riferimento è ad un tributo per Steve Jobs da parte dei dipendenti di Google. In un simpatico gioco ricorsivo il tributo potrebbe essere proprio questa email inclusa fra gli screenshot.

Ci sarà una ragione, in fondo, se a Mountain View non hanno affatto ripensato la policy per cui ad un nuovo dipendente viene fornito un Mac o, se proprio necessità di un’alternativa, un PC con Linux.

Un ottimo spunto per ricordare che sia Apple sia Google sono due grandi corporation fatte di persone, unione complessa di tante individualità distinte. Un particolare importante che spesso viene offuscato da scelte di macro-politica dal maggior impatto mediatico perché più facili da seguire e da “raccontare”.