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  • 16
  • set
  • 2008

App Store ed Apple: libertà di espressione censurata?

Di Michele Baratelli, in App Store, Commento.

app store censura App Store ed Apple: libertà di espressione censurata?

La notizia ci era passata tra le mani, ma, probabilmente non le avevamo dato il giusto peso: avevamo già parlato ampiamente di NetShare e vi avevamo anche dimostrato come funzionasse. Vi avevamo descritto inoltre il perché difficilmente un applicativo del genere sarebbe ritornato su App Store e la notizia di pochi giorni fa del definitivo “no” di Apple ci era sembrata quasi scontata. Con qualche giorno di pausa le idee confuse si sono chiarite e ora ne raffigurano una strana: non è che Apple applichi una censura che va ben oltre i dettami di SDK? Nel finale proponiamo una soluzione.

Quando è stato presentato il Kit per lo sviluppo di software per iPhone e iPod touch (SDK) è stato da subito chiaro che certe funzioni, come il Voip, non si sarebbero potute includere. Tra le funzioni che SDK non permette di includere c’è quella del “tethering” (usare iPhone come modem per il computer) che da parola sconosciuta ora è nota alla maggior parte degli “iPhonisti“. NetShare è (o meglio, “era”) un programma che permette questo “tethering“: bene, allora se è vietato perché vi lamentate della “censura di Apple”?

Vi siete mai chiesti perché con programmi tipo “Air Sharing” la connessione ad iPhone avviene esclusivamente via Wi-Fi e non comodamente con una semplicissima connessione USB? Semplice, perché SDK non permette la semplicissima connessione USB e il Wi-Fi è l’unico modo per aggirare i divieti. Ecco, i ragazzi di NullRiver creando NetShare erano stati talmente abili ad aggirare i divieti tecnici di Apple da creare un programma del genere e farselo approvare: il problema in questo caso non è tecnico, è concettualmente più alto.

Sappiamo che le applicazioni devono essere approvate e ciò ci fa davvero piacere: in questo modo evitiamo di scaricare e anche pagare per un “qualcosa” che potenzialmente, se mal programmato, potrebbe addirittura rovinare il nostro iPhone. Ma se l’applicazione rispetta i termini d’uso scritti, perché toglierla dal mercato? Come sostengono i ragazzi di NullRiver, Apple ha deciso, in seguito, di non permettere nessun tipo di applicazione di tethering: ecco allora spiegato il motivo. Ma perché era stata messa in vendita allora? Varie le ipotesi, tra cui la “frivolezza di un impiegato zelante”, scarsi controlli o una “non violazione” del regolamento. Oppure AT&T, i cui accordi con Apple non permettono il tethering, ha alzato un po’ la voce?

Situazione difficile da capire, soprattutto se facciamo un altro esempio. Pochi giorni fa è stata la vendita su App Store di Podcaster. Podcaster è un semplice programma che permette di gestire, riprodurre e scaricare i podcast: ne è stata vietata la vendita in quanto iTunes svolge le medesime funzioni, ma, il programma era perfettamente in linea con la regole di SDK.

Vogliamo tornare a parlare di “I am Rich” o dell’altro programma mai apparso su App Store che permetteva, previo click sullo schermo, di riprodurre vari “rumori” tra cui anche quelli riguardanti “problemi digestivi da osteria”? Personalmente ritengo che se qualcuno abbia il desiderio di acquistare una “inutility” per 1000 Dollari o un programma che “simula il rumore delle puzzette” debba essere in grado di farlo: molto spesso i soldi si spendono in “cose” ben peggiori.

Apple li ritiene programmi inutili? Non crediamo sia la sola a farlo, ma, crediamo anche che, se tali programmi rispettano il regolamento (non credo che nei comandamenti di SDK si faccia esplicito riferimento ai rumori da cattiva digestione), sia compito dell’utente quello di premiarli con l’acquisto o  denigrarli con il menefreghismo: semplice regola di mercato, no?

Cara mamma Apple, capisco che, come ogni brava mamma, ti impegni per fare il bene dei tuoi cari, cercando di privarli di qualsiasi preoccupazione o turbamento. Allora ti consiglio di fare una cosa: pensa per qualche minuto ai tuoi “figli italiani” e telefona a  Vodafone per capire “cosa cavolo succede con il traffico internet del Vodafone Pack” e, già che ci sei, fai pure una telefonatina a Novari per capire se 3Italia venderà iPhone. A capire se è giusto far riprodurre al nostro iPhone “il rumore delle puzzette” ci pensiamo noi, magari navigando tramite iPhone con nostro Mac: che ne dici?

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Commenti:

Sono stati scritti 11 commenti su "App Store ed Apple: libertà di espressione censurata?"

  1. Justcrashed

    Mitica conclusione! ;)

    agree al 100%!

    Reply  |  Quota
  2. Giorgio

    Ah, perché, H3G commercializzerà gli iphone 3G?

    Bella idea strombazzata a Luglio, ma l’assenza di notizie a ridosso della presunta data di commercializzazione, Settembre, mi fa pensare che le affermazioni di Novari fossero premature.

    Arriverà? Forse. Quando? Mah…

    Reply  |  Quota
  3. stejano

    Bell’articolo complimenti!Hai ragione!

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  4. Scusa, forse sono un po’ offtopic, ma c’è una cosa che non ho capito.
    Se io scarico l’SDK, che include un simulatore di iPhone, poi ho modo di installare le applicazioni che sviluppo sul *mio* iPhone per provarle davvero?

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  5. Muffo

    Hai perfettamente ragione nella tua comclusione…la libertà di scegliere sarebbe la cosa migliore per noi utenti/consumatori.

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  6. Milos

    bella conclusione!

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  7. @ spider:
    No a meno che:

    a) non aderisci, sotto pagamento, all’apple Developer Program per iPhone
    b) non hai un Iphone jailbreak

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  8. [...] parecchio discutere e sta attirando numerose critiche. La pietra dello scandalo è ancora una volta Podcaster, un’app per il download di podcast che Apple ha rifiutato perché, a suo dire, replicherebbe [...]

  9. [...] per le applicazioni per iPhone e iPod touch è da tempo nell’occhio del ciclone per via della politica fin troppo censoria di Apple stessa: alcune applicazioni in un primo momento approvate, come sapete, sono state tolte dal [...]

  10. @Michele
    “Sappiamo che le applicazioni devono essere approvate e ciò ci fa davvero piacere: in questo modo evitiamo di scaricare e anche pagare per un “qualcosa” che potenzialmente, se mal programmato, potrebbe addirittura rovinare il nostro iPhone.”

    Cosa significa “mal programmato”?
    Chi decide hce un programma è “mal programmato”?
    Apple?
    E in base a quali criteri?
    Dove posso leggere di questi fantomatici criteri (che in questo caso fanno parte di un contratto) su cui basare la realizzazione dei miei software?
    Oppure il criterio è l’insindacabile giudizio di Apple (ed abbiamo visto come lo usa)?
    E a te fa pure piacere…mah!

    Eppoi, per poter fare un simile controllo, Apple dovrebbe poter accedere al codice sorgente di TUTTE le applicazioni che vengono distribuite tramite App Store.
    Altrimenti come fa a giudicare che l’applicazione è “mal programmata”?

    Ed infine, l’iPhone è mio, l’ho pagato un sacco di soldi; potro usarlo come mi pare e piace o devo chiedere sempre il permesso a mamma Apple?

    Senza offesa, ma quand’è che ti sveglierai dal torpore che non ti fa vedere le vessazioni a cui Apple sta sottoponendo gli acquirenti di iPhone e iPod Touch con il solo scopo di COSTRINGERLI ad ulteriori successive spese?

    Reply  |  Quota
  11. [...] consumato barattoli su barattoli di inchiostro virtuale per segnalare quanto grande fosse la pratica censoria nei confronti delle applicazioni in App Store da parte di Apple: si tendeva a mantenere il negozio virtuale di applicazioni più grande al mondo [...]




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