
La Jackling Mansion, una grande casa coloniale di proprietà di Steve Jobs che sorge in prossimità dei boschi di Woodlands, contea di San Mateo, è al centro di un contenzioso legale fra il co-fondatore di Apple e alcune associazioni locali interessate alla conservazione e tutela delle dimore storiche.
Il nocciolo della questione è semplice: Jobs vorrebbe abbattere la casa, eretta nel 1925, per costruirne una nuova decisamente più piccola, mentre l’opposta parte vorrebbe tenerla in piedi in tutti i suoi circa 1600 metri quadrati, in quanto raro esempio dello stile architettonico“coloniale spagnolo”.
Il piccolo problema è che ristrutturare la casa, ormai in avanzato stato di abbandono e degrado, costerebbe a Jobs 13.3 milioni di dollari, ovvero 5 milioni in più di quanto verrebbe a costare l’abbattimento e la costruzione di una nuova struttura.
A più riprese Jobs, in passato, ha suggerito un’alternativa e si è detto disponibile a cedere la casa a chiunque fosse disposto a smontarla e a portarla via per ricostruirla, intatta, in un altro luogo.
La notizia dei bisticci legali fra gli avvocati di Jobs e le associazioni di tutela architettonica non è esattamente di oggi, ma avevamo evitato di riportarla per un semplice motivo: per molti la news stava tutta in una dichiarazione dell’avvocato di Jobs relativa alla salute di Steve e non ci sembrava il caso di tornare ancora sull’argomento.
Nella serata di ieri, però, AppleInsider ha pubblicato alcune interessanti immagini dell’esterno e dell’interno della casa ad opera del fotografo Jonathan Haeber. Sono foto scattate circa due anni fa e mostrano una casa che sembra uscita direttamente da un film dell’orrore. Nessuna sorpresa che Jobs voglia demolirla dato che la casa, in cui Jobso e famiglia hanno vissuto in passato fra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90, è quanto di più stilisticamente lontano dalla figura e dall’indole del CEO di Apple. Vi proponiamo gli scatti nella gallery che segue.