Il creatore dell’LSD e la lettera a Steve Jobs

di Andrea "C. Miller" Nepori 21

“Caro Signor Jobs, ho saputo dai media che lei ritiene che l’LSD l’aiutò creativamente nello sviluppo dei computer Apple e nella sua ricerca spirituale personale. Sarei interessato a capire meglio in che modo l’LSD le fu d’aiuto.”

E’ questo l’incipit della lettera che Albert Hoffman, il chimico che negli anni sessanta mise a punto la formula del dietilamide dell’acido lisergico, meglio noto come LSD, ha inviato nel 2007 a Steve Jobs. L’ha pubblicata l’Huffington Post ieri in anteprima: l’articolo è un estratto del libro di Ryan Grim, This Is Your Country On Drugs: The Secret History of Getting High in America.

Steve Jobs non ha mai nascosto di aver fatto uso in gioventù del potente allucinogeno e con la lettera Hoffman voleva invitare il CEO di Apple a contribuire economicamente alle ricerche sugli effetti terapeutici delle droghe psichedeliche condotte in Svizzera dal dottor Peter Gasser.

Come riportato anche dal giornalista/tecnologo del New York Times John Markoff nel proprio libroWhat the Doormouse Said: How the 60’s Counterculture Shaped the Personal Computer“, Steve Jobs ha definito i suoi trip sotto acido come “una delle due o tre cose più importanti che ho mai fatto in vita mia”.

Nel momento in cui ha scritto la lettera, Hoffman aveva già la bellezza di 101 anni. Il dottor LSD si è spento circa un anno dopo, nell’aprile del 2008. Steve Jobs ha parlato della lettera e del suo contenuto in una telefonata con Rick Doblin, grande amico di Hoffmann e fondatore dell’Associazione Multidisciplinare per gli Studi sulla Psichedelia, finendo per non donare nulla alla “causa”.

L’esperienza di Jobs non è una rarità nel mondo dell’informatica, e più in generale, della ricerca scientifica. Moltissimi pionieri della Computer Science hanno ammesso apertamente il contributo enorme fornito alle proprie ricerche dai “viaggi” indotti dall’uso di sostanze come l’LSD o l’MDMA.

Anche Douglas Engelbart, “l’inventore del mouse”, sviluppatore del concetto di ipertesto e interfaccia grafica, è stato uno “psiconauta”, per usare la definizione cara a Grim. Secondo quanto rivelato da Francis Crick ad un reporter, il co-scopritore del DNA vide per la prima volta la doppia elica in uno dei suoi viaggi mentali. Un altro grande chimico, Kary Mullis, non nascose che l’uso dell’LSD lo aiutò nello sviluppo della tecnica nota come reazione a catena della polimerase, la cui ideazione gli valse il premio Nobel nel 1993.