Psystar ed Apple chiedono il giudizio anticipato

di Andrea "C. Miller" Nepori 5

Ci sono nuovi sviluppi nell’ormai noto caso Apple vs. Psystar. Sia il produttore di cloni con sede in Florida che l’azienda di Cupertino hanno depositato presso la corte del Nord della California una richiesta di Summary Judgement.
Si tratta di una procedura legale che permette di ottenere un giudizio da parte di una corte senza attendere lo svolgimento del processo in presenza di prove fattuali che depongano apertamente a favore di una delle due parti, tali da convincere il giudice dell’inutilità di un procedimento completo.

In parole povere sia Apple che Psystar hanno fornito al giudice William Alsup richieste che portano a supporto “prove evidenti” della rispettiva ragione, in modo che egli possa porre fine alla questione con un giudizio anticipato rispetto all’inizio del processo, previsto per gennaio 2010.

Nelle due mozioni depositate dai legali delle aziende vengono praticamente riassunte le ragioni addotte finora nel corso della battaglia legale fatta di ricorsi, denunce e contro-denunce, iniziata alla fine dell’estate 2008.

Apple sostiene che Psystar ha violato e continua a violare i termini della licenza d’uso di Mac OS X installando il sistema operativo su hardware non autorizzato e di fatto aggirando i sistemi di sicurezza che Apple ha implementato su Mac OS X per difendersi proprio da questa evenienza. Per “giustificare” ulteriormente la propria posizione di azienda che crede nel modello del “prodotto integrato” in cui l’hardware non è scindibile dal software, Apple nel documento depositato presso la corte ha portato ad esempio RIM, Nintendo e Sony. Tutte compagnie che commercializzano i propri prodotti con soluzioni analoghe.

In un passaggio della richiesta si legge inoltre una nota importante: Apple ha investito centinaia di milioni di dollari in ricerca e sviluppo per arrivare alla creazione di Mac OS X. Per quale ragione Psystar si dovrebbe arrogare il diritto di sfruttare per il proprio profitto il frutto del lavoro e degli investimenti di un’altra azienda violandone il copyright?
Se l’azienda vuole concorrere con Apple può farlo liberamente, a patto che sviluppi un proprio sistema operativo (o si faccia concedere la licenza di altri sistemi) senza pretendere di utilizzare Mac OS X sui propri computer.

Psystar ha depositato analoga richiesta di Summary Judgement, adducendo ovviamente le proprie ragioni. Secondo il clone-maker della Florida il semplice acquisto di una copia di Mac OS X dovrebbe garantire la possibilità di utilizzare il software liberamente, anche per rivenderlo sotto altra forma (installato su PC non Apple).

Le ragioni di Psystar appaiono innegabilmente meno convincenti per il semplice fatto che l’acquisto del software consiste in realtà nell’acquisto di una licenza d’uso, mentre il software vero e proprio rimane di proprietà di Apple (non si tratta certo di una particolarità del software di Apple).

Per di più tutta la linea difensiva di Psystar si basa su un assunto che ai minimi termini si può riassumere così: “si, noi violiamo il copyright, ma per una giusta causa, dato che Apple fa un uso scorretto delle leggi sulla tutela de diritti d’autore sul software”.  E’ una strada pericolosa, un ragionamento in negativo che non necessariamente potrà essere sufficiente a giustificare le pratiche potenzialmente illecite dell’azienda.

Il giudice Alsup è chiamato ad esprimersi su entrambe le richieste di Summary Judgement il prossimo 12 novembre. Vi terremo informati circa gli eventuali sviluppi.