
Ricordate il famoso video con Steve Ballmer di Microsoft che “elettrizzava” la platea urlando “sviluppatori”?
Bene, mai come ora quegli urli suonano sinistri come la disperazione, il richiamo commosso verso tutti i programmatori che dalla piattaforma Windows si sono mossi verso il Mac.
Questo genere di “cambio di rotta” per Microsoft significa molti più problemi di quanto non sia il passaggio degli utenti comuni.
Non si tratta solo di mancate vendite delle sue licenze, ma soprattutto il passaggio delle capacità di programmazione verso la piattaforma concorrente.
Più programmatori Mac vuol dire meno programmi per Windows, nelle sue incarnazioni Desktop e Mobile, meno applicazioni web che costringono ad usare Internet Explorer o che fanno uso delle tecnologie proprietarie Ms come Silverlight o Windows Media.
Significa anche più programmi per il Mac e per le nascenti piattaforme di iPod Touch ed iPhone, che con i numeri dell’App Store hanno dimostrato di essere un mercato decisamente appetibile.
Tra i programmatori che hanno abbandonato la “nave madre” c’è David Alison, sviluppatore web di lunga data su piattaforma Windows.
Visual Studio .Net e C# erano il suo pane quotidiano, finché un giorno non ha acquistato un MacBook.
La sua produttività però scarseggiava: gli strumenti da lavoro erano sui Pc con Windows, ma si ritrovava ogni momento a lavorare sul MacBook, da cui non riusciva a staccarsi.
Volendo trovare una soluzione per lo sviluppo di applicazioni web avanzate in stile 2.0, Alison decise di avvicinarsi a Ruby on Rails, trovando una piattaforma sulla quale in 2 mesi di lavoro riuscì ad avanzare in maniera decisamente più spedita che in 4 mesi con VS.Net e C#.